Valle di Loppio – Monte Garda – via Eguies

Venerdì 12 settembre 2025

Questa è una parete che avevo già pensato di salire, convinto che fosse libera. Già dall’anno scorso, però, durante alcune escursioni esplorative e ricognitive, avevo notato dei bolli rossi che conducevano alla base della parete e quindi all’attacco della via. La presenza di un cordino rosso, sistemato in una clessidra, mi aveva fatto intuire chi potesse essere l’apritore. Questa settimana l’ho contattato e, come immaginavo, ci avevo visto giusto: Mauro mi ha fornito tutte le informazioni sul tracciato.Ieri abbiamo percorso la via, con un pizzico di emozione, perché la parete non sembrava ancora nota dal punto di vista alpinistico. L’ambiente è spettacolare: sotto di noi si apre il Lago di Loppio (biotopo) e, in lontananza, si intravede il Lago di Garda.La roccia, già dal primo tiro, dà l’impressione di non essere delle migliori: in diversi punti ci sono infiltrazioni di vegetazione e scaglie dall’affidabilità incerta. La chiodatura a fix, invece, è ottima: mai abbondante ma sempre posizionata nei punti giusti. Le soste sono quasi tutte attrezzate con un grosso anello di ferro fissato nella roccia con perno e cemento, e si trovano a una distanza poco inferiore ai trenta metri.La via conta nove lunghezze: solo due sono sotto il sesto grado, mentre diverse mantengono la difficoltà per buona parte del tiro. non avevamo con noi protezioni mobili, ma misure medio-piccole potrebbero tornare utili per integrare alcuni passaggi.Nonostante l’attenzione costante richiesta dal tipo di roccia, conservo un ricordo piacevole di questa salita, che regala sensazioni autentiche e un panorama davvero suggestivo.

Tracciato della via

Accesso:dal casello dell’A22 di Rovereto Sud andare in direzione di Riva del Garda su SS 240 , poco prima della chiesa di Loppio imboccare la sp 88 della Val di Gresta, superato il paese di Pannone al primo tornante verso destra voltare a sinistra e seguire la strada con cartello “pensione cani” e procedere fino ad arrivare a Casa Campedello dove lasceremo la macchina in un slargo nelle vicinanze.

Avvicinamento:Dal campo dietro Casa Campedello si individua un’apertura poco visibile tra gli alberi. Una volta imboccata, si segue una traccia ben marcata che si inoltra nel pendio sottostante in direzione del passo San Giovanni. Dopo circa 15 minuti la traccia compie una netta curva a destra: qui si abbandona il sentiero principale e si prosegue a sinistra, passando davanti a un grosso masso con un’evidente apertura, resto di un rudere della Prima guerra mondiale. La traccia continua e, in corrispondenza di un punto in cui inizia a scendere, occorre cercare sulla sinistra dei bolli rossi, che guidano fino all’attacco della via. Tempo complessivo: circa 20 minuti.

Relazione:dalla clessidra con cordino alla base della via si sale verticalmente per poi traversare a destra con i piedi su una piccola cengetta, al secondo fix si sale sulla placca soprastante e con movimenti delicati continuare fino alla sosta su anello cementato nei pressi di vegetazione. Sosta 1, 24 m., 6 fix e 1 cordone su albero, diff. VI.

Primo tiro

Salire sopra la sosta, utilizzare delle lame delicate per arrivare sulla placca soprastante poi si traversa a destra l’arrampicata è delicata e le prese sono piccole, terminato il traverso si sale diritti la placca  ora è più semplice ma non troppo, l’uscita sulla cengia alla sosta è sporca di detriti. Sosta 2 su anello cementato,8 fix, diff. 6+.

Sul secondo tiro

Ora ci avviciniamo alla base del grande masso che è quasi appoggiato alla parete. La partenza è facile sopra la sosta e superata una clessidra ci avviciniamo ad un diedrino aperto con roccia dubbia che il superamento richiede attenzione, poi facilmente alla sosta su anello cementato. Sosta 3 , 23 m. , una clessidra e due fix, diff. 5.

Ci avviciniamo al grande masso ; terzo tiro

Aiutandosi con un albero alla nostra destra si rimonta la parete del grande masso e si punta alla placca sulla parte destra dello stesso, anche qui la placca è verticale  e la roccia è povera di appigli netti dobbiamo fare conto sull’aderenza delle scarpette, piano piano si sale nella parte  alta si esce a destra e ci si dirige per breve traccia ad un albero poco sopra il  camino che separa il masso dalla parete e si sosta. Sosta 4, 27 m. 6 fix, diff. 6+.

Partenza del quarto tiro
Sosta del quarto tiro,dietro la parete

Dalla sosta si scende leggermente ad affacciarsi sul camino sottostante e con breve spaccata si raggiunge la parete di fronte dove si sale raggiungendo una fessura orizzontale che a sinistra diventa cornice, prima con le mani e poi rimontata con i piedi attraversiamo qualche metro a sinistra scendendo leggermente, all’altezza di un piccolo cespuglio e dove la parete presenta delle prese più generose si sale verticalmente , posizionato il rinvio nel fix, si continua su roccia ora rotta e delicata,poi si obliqua a sinistra su un tratto più facile per terminare sulla placca finale anche questa con difficoltà elevate. Sosta 5, su anello, 30 m., 11 fix, diff. 6+.

Kurt sul quinto tiro

Si sale un po’ a destra della sosta la roccia merita sempre attenzione, siamo sotto a dei tetti e si obliqua a sinistra lungamente per poi salire diritti  e infine traversare a destra fino a raggiungere un albero, la sosta su anello è qui. Questo tiro è con difficoltà continua sempre intorno al sesto e sesto superiore. Sosta 6, 25 m. 10 fix, diff. 6+.

All’inizio del traverso a sinistra del sesto tiro

Il passaggio subito sopra la sosta e delicato ma si raggiunge un diedro ben appigliato, si continua e si gira dietro lo spigolo poi si ritorna a sinistra vicino allo spigolo con un passo delicato e si prosegue verticalmente fino alla sosta su fix e clessidra.Sosta 7, 23 m. 7 fix, diff.6.

Sopra la sosta del settimo tiro

Si prosegue nel diedro sopra la sosta e si continua verso un tettino dove alla sua destra inizia una fessura, qui la roccia è solida e alcune prese sono dei  piccoli blocchi che  sembrano cementati ,  si arrampica anche con qualche movimento d’incastro, siamo sempre sul verticale e quando la fessura finisce termina anche il tiro. Sosta 8 su anello, 24 m. 7 fix, diff. 6/6+.

Kurt risale la fessura dell’ottavo tiro

L’ultimo tiro è quasi una formalità, la parete si adagia e le placche finali che portano al bosco si superano con un zig-zag alla ricerca della roccia migliore. Il prato bosco sommitale è in piano e si deve superare una staccionata che ci fa entrare in una dimensione più rilassata. Sosta 9 su albero, 28 m. 7 fix, diff. 5+.

Ultimo tiro
Sul prato sommitale

Discesa:seguire il sentiero in direzione Nord-est ad incontrare la strada che percorrendola a sinistra per circa 1,8 km ci porta alla macchina.

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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