Sabato 9 dicembre 2023
Dopo aver letto alcune relazioni di questa via, mi ero fatto l’idea che per percorrerla avrei dovuto essere più in forma del solito. Fix distanziati e difficoltà abbastanza elevate per il mio livello e mentre stamattina scendevamo da Nord, in macchina con Nelson che mi aveva proposto la via, ero un pò dubbioso. E quasi quasi anche lui avrebbe cambiato direzione per una via più semplice in valle del Sarca. Ma poi abbiamo mantenuto la direzione verso sud ed eccoci al parcheggio di Tessari. La parete su cui si svolge la via è già al sole, saliamo per il sentiero che parte poco prima dell’entrata nel terreno su cui abbiamo lasciato l’auto e in 20 minuti siamo già alla base della parete. All’attacco troviamo una targhetta con stampigliato il numero „1“ e poco sotto la scritta „Le Nebbie di Avaloon“.

I primi metri sono aggettanti, nonostante la camminata i muscoli sono ancora un pò rigidi, dal primo fix dondola un cordone che aiuta il primo moschettonaggio, ma bloccare per moschettonare il secondo mi trovo in difficoltà e scendo, provo di nuovo e passo appoggiando il ginocchio, più sopra le prese sono più grandi e piatte e sono i bordi degli strati rocciosi sovrapposti. Ora mi sposto a sinistra e devo superare uno strapiombo per poter uscire da questo settore stratificato iniziale, anche quì ci si deve bloccare sugli avambracci piegati per accedere alle prese grigie superiori che ci innalzano alla base di un diedro più appoggiato che si segue verticalmente con difficoltà più basse fino alla sosta.25 m. 12 fix 6a+, 6b e 6a. Dalla sosta un pò affaticato guardo verso il basso e vedo che un’altra cordata si sta preparando a seguirci.

La temperatura in parete è ottima, e sono arrivato fino a quì con la giacca legata intorno alla vita. Ora Nelson prosegue per la placca sovrastante e con movimenti delicati si dirige a destra in un lungo diedro, l’arrampicata prosegue su prese discrete ed è agevolata anche dalla parete di destra, a circa due terzi del tiro un tratto di diedro è più liscio e si fatica a trovare le prese per alzarsi ma proprio nell’angolo che fa il diedro proprio dove è stato piantato un chiodo si può trovare l’appiglio risolutore, superato questo tratto l’arrampicata prosegue facilmente fino alla sosta. 40 m. 12 fix,5c e 6a.

La terza lunghezza è facile ed è una lunghezza di trasferimento, si traversa a sinistra per abbassarsi leggermente e continuare per facili rocce fino ad una cengia con cespugli alla base di un muro. 25 m. 1 fix e 2 clessidre . Il quarto tiro è quello chiave, il muro implica un’arrampicata tecnica con spostamenti ma le prese e gli appoggi sono evidenti e a metà c’è anche un buco appigliato che permette un riposo, la roccia è ruvida e anche i passi in aderenza sono sicuri, l’uscita in sosta merita attenzione sulla parte destra a causa di lama un pò instabile. 20 m. 6 fix + cordino su albero ai piedi della sosta, 6b+.

Il tiro successivo prosegue il muro che è la continuazione di quello sottostante ma a circa metà una fessurina aiuta a uscire dal passo più impegnativo, la parte superiore del tiro cala di difficoltà ma si deve prestare attenzione alla roccia più sporca ma ben appigliata con buchetti taglienti.25 m. 9 fix, 6b.

Il tiro successivo noi lo abbiamo fatto fino alla base del pilastro che delimita la fessura camino del settimo tiro. Dopo aver obliquato a destra su placca delicata, si prosegue salendo in obliquo a sinistra su roccia più facile ma friabile, fino ad uscire dalla parete lasciando sulla destra dei grandi cespugli. Oltre il bordo la lunghezza prosegue su facili risalti a destra fino alla sosta ma noi abbiamo tagliato diritto unendo i due tiri ma si deve fare attenzione a non smuovere pietre con la corda.30 m. 4 fix(fino all’uscita dalla parete)6a poi si cammina.

Il settimo tiro affronta la placca adagiata iniziale che mano a mano che sale diventa più verticale fino ad arrivare alla base del diedro camino che si sale abbastanza agevolmente e ben protetto da fix sulla parete di destra fino alla sosta sulla sommità del pilastro su comodo terrazzo. 45 m. 16 fix 6a.

La cordata che ci seguiva non si vede più, forse è impegnata nei due tiri impegnativi sotto la grande cengia della sesta lunghezza. Il successivo tiro di trasferimento ci porta fino a sotto la paretina finale che è caratterizzata da una placca sormontata da un grande tetto. 20 m. Camminata. Ora la placca si sale qualche metro verticalmente per poi traversare a sinistra e poi su diritto con un passo tecnico si riesce a vincere il punto difficile di questo tiro, si attraversa una ferrata per poi salire diritto alla sommità della dorsale. 30 m. 9 fix , 6b.

Un gruppo di capre ci ha salutato al nostro arrivo in cima. Sullo sfondo verso sud iniziavano ad alzarsi le nebbie…

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