Valle di Loppio – Coste di Loppio – Via l’alpinista dai capelli bianchi.

Martedì 17  marzo 2026

Pubblicata sulla guida Arco Pareti, edizione 2020 di D. Filippi, è l’unica via sulle Coste di Loppio citata in un settore allora ancora in via di sviluppo.

Aperta da G.Perenzoni e G.Spagnolli nel 2017.

Lungo il sentiero d’accesso

Oggi il quadro è cambiato: gli itinerari sono aumentati, alcuni ancora non pubblicati, e il settore sta lentamente trovando una propria identità. L’accesso è rapido, la discesa comoda; l’esposizione a sud permette di arrampicare anche nelle giornate più fredde, con lo sguardo che si apre sul biotopo del Lago di Loppio, in un equilibrio raro tra roccia e paesaggio.

Frequentando queste pareti, è difficile non percepire qualcosa di più profondo: una sensazione sottile, quasi nascosta, che rimanda a una storia lontana. Proprio qui, tra queste linee di roccia e questo paesaggio oggi silenzioso, passò una delle imprese più sorprendenti del Quattrocento.Tra il 1438 e il 1439, durante la guerra tra la Repubblica Veneziana e il Ducato di Milano, la Serenissima realizzò la celebre operazione Galeas per montes : una flotta di imbarcazioni venne trainata lungo l’Adige, trasportata via terra, fatta passare attraverso il Lago di Loppio e oltre il Passo San Giovanni, fino a raggiungere il Lago di Garda.Un’impresa al limite dell’incredibile, fatta di ingegno, fatica e visione. L’anno successivo, grazie anche a quella presenza navale, Venezia riuscì a ottenere la supremazia sul Garda, rendendo possibile il rifornimento di uomini e armi verso Brescia.Oggi restano la roccia, il silenzio e le linee da salire. Ma, a saper guardare, anche le tracce di una storia che qui è passata davvero.

Non aspettatevi una linea pulita: si parte subito con un po’ di vegetazione che disturba la progressione e obbliga a entrare nel giusto atteggiamento. Dopo pochi metri è chiaro che qui non si sale in modo distratto—bisogna guardare bene, scegliere dove mettere mani e piedi e muoversi con attenzione.Le protezioni però ci sono, e anche abbastanza frequenti, il che permette di salire con una certa tranquillità, senza mai sentirsi davvero esposti.Alla fine, quello che resta è una via che, pur con i suoi tratti un po’ “sporchi”, sa farsi apprezzare: il percorso è vario e alcune lunghezze sono davvero belle, di quelle che ti fanno dimenticare tutto il resto.Non è la classica linea perfetta… ma è una di quelle che, a modo suo, vale la salita.

Avvicinamento:Dal Passo San Giovanni, tra Lago di Garda e Vallagarina, si lascia l’auto nei pressi della costruzione abbandonata lungo la strada. L’ambiente cambia subito: dal traffico si passa in pochi passi al silenzio del bosco.Si imbocca la stradina asfaltata che entra tra gli alberi alle spalle del parcheggio, si supera il cancello e si seguono le indicazioni per la Falesia P.so San Giovanni. Dopo pochi minuti, in corrispondenza di un masso con cartello, si abbandona il sentiero principale per una traccia che scende verso sinistra tra le campagne. Costeggiato il vitigno, si rientra nel bosco seguendo gli ometti. Il sentiero si fa più deciso, prende quota con pendenza costante e conduce a un piccolo pianoro dove, sulla destra, appare una grotta della Prima Guerra Mondiale. Si prosegue lungo tracce evidenti fino alla base delle vie del settore sud delle Coste di Loppio. Sulla traccia si trovano degli ometti con il nome della via che poi si ripete  alla base e l’orientamento è intuitivo.Superato il settore con le vie più recenti e dopo la via “Assalto alla diligenza” si prosegue sulla traccia fino a incontrare un ometto di sassi e sulla sinistra una traccia che sale verso la parete fino all’attacco(due fix, uno senza piastrina), non vi è nessuna scritta alla base.Tempo: 25–30 minuti.

Relazione: dalla sosta si sale obliquando a destra qualche metro, io ho aggirato il cespuglio sulla destra per poi rientrare a sinistra e procedere diritto sempre su gradoni per poi salire una placca con passo iniziale un po’ da capire, segue un’ulteriore placca più semplice per poi raggiungere una cengia con sosta su due fix. Sosta 1: 29 m, 11 fix, 1 cl., diff. 6a.

Sul primo tiro un pò ricco di vegetazione
Sul primo tiro prima della sosta

Si sale a sinistra rimontando una placca con passo iniziale leggermente strapiombante; si traversa poi a sinistra su buoni buchi ed entra in una rampa che, nella parte alta, presenta una placchetta sulla sinistra che porta alla cengia (utilizzata anche come via di fuga). Attenzione nel rimontare la cengia, poiché ci si aiuta con l’erba. Una traccia facile verso destra, tra la vegetazione, conduce sotto la parete dove si trova la sosta su due fix.Sosta 2: 50 m, 6 fix, 2 cl., 1 clessidra su albero, diff. 5c.

Partenza del secondo tiro

Dritti sopra la sosta, quindi uno strapiombo sulla sinistra un po’ da interpretare; si prosegue su gradoni fino a una bella placca che conduce a una cengia nei pressi di un alberello.Sosta 3: 34 m, 12 fix, 2 cl., diff. 6a+.

La partenza del terzo tiro
Kurt in arrivo in sosta sul terzo tiro

Salire diritti (noi siamo rimasti leggermente a destra), quindi obliquare su una bella placca a destra a lame taglienti. Si continua poi diritti fino a una cengia.Sosta 4: 24 m, 2 fix, 3 cl., diff. 5b.

La placca del quarto tiro

Dritti sul muro verticale, poi si obliqua a sinistra su roccia ottima; si continua diritti su placca, si supera un breve strapiombo e, per balze, si raggiunge la sosta su cengia (due fix).Sosta 5: 30 m, 9 fix, 1 cl., diff. 6a+.

Sull’ottima roccia del quinto tiro

Per facili gradoni si sale alla cengia soprastante, quindi a sinistra su altro facile gradone fino a una cengia con traccia (camminare) per alcuni metri, fino alla sosta su due fix.Sosta 6: 25 m, 1 fix, 1 albero, diff. 4a.

Dopo il gradone ,per facile traccia .

Sopra la sosta si sale fino a un primo tetto, che si supera con più difficoltà rispetto al secondo, poco più in alto. Si continua quindi diritti fino alla sommità della parete. Sosta su albero (poco a destra sul bordo della parete; presenti anche 1 fix e una clessidra, non utilizzati).Sosta 7: 25 m, 4 fix, 4 cl., 1 albero, diff. 5c.

Dalla sommità ,la Valle di Loppio in attesa delle piogge primaverili

Discesa:Dalla sommità seguire una traccia verso sinistra (presenti alcuni ometti). Puntare quindi alla valletta a nord, dove si intercetta una traccia più marcata. Seguirla in discesa verso sinistra fino a raggiungere i vigneti già attraversati all’andata; da qui rientro a ritroso fino all’auto.Tempo: circa 30 minuti.

Tracciato della via

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