Arco – Parete San Paolo – Valle del Sarca – Via Il Corno Unico

 Giovedì 11 giugno 2026

Il Corno Unico è una moderna via sportiva che si sviluppa immediatamente a destra di Penelope, seguendo una linea logica di muri verticali e leggermente strapiombanti. L’itinerario propone un’arrampicata varia, tecnica e atletica su calcare compatto di eccellente qualità, protetta in modo generoso e sicuro.
Il nome deriva dal caratteristico sperone roccioso a forma di corno che si incontra nella parte alta della via, al termine dello splendido quinto tiro, probabilmente il passaggio più distintivo e spettacolare dell’intero itinerario.

Tracciato della via


La scalata presenta una notevole continuità. Già i primi due tiri offrono movimenti eleganti e sostenuti su roccia eccellente, mentre il terzo introduce un’arrampicata più fisica. Dopo un breve tiro di raccordo, la via raggiunge il suo punto culminante con il magnifico quinto tiro, una lunghezza di 33 metri valutata 6c+, seguita da un tiro più facile che consente di recuperare energie prima dell’ultima lunghezza, tecnica ed esposta, che conduce all’uscita.
Le protezioni sono miste e comprendono fix, numerose clessidre naturali e trapanate, oltre a un chiodo. La chiodatura è particolarmente curata e rende la via molto sicura anche nei tratti più impegnativi. Personalmente ho trovato il primo tiro più vicino al 6b che al 6a+ proposto, mentre l’ultima lunghezza mi è sembrata attestarsi sul 6a+ piuttosto che sul 6b. Per il resto, le valutazioni indicate risultano sostanzialmente corrette.
La via è stata attrezzata dall’alto da Sebastian Thoren nel marzo 2026.
Prima libera: 24 aprile 2026, Sebastian Thoren e Ferdl Plörer.

Scritta alla base

Accesso:
Attualmente la strada che collega Arco a Ceniga (Via dei Legionari Cecoslovacchi) è parzialmente chiusa al traffico: nel tratto compreso tra la Pizzeria La Lanterna e Ceniga il transito è consentito ai soli residenti.
È quindi possibile parcheggiare:
● prima del divieto, negli slarghi presenti lungo la strada sul lato di Arco;
● oppure a Ceniga, nel parcheggio situato nei pressi di Via al Ponte.
Noi abbiamo scelto la prima soluzione, dalla quale si raggiunge la parete in circa 15 minuti a piedi. Parcheggiando a Ceniga, l’avvicinamento richiede circa 20 minuti.
Seguendo la strada si incontra una vecchia chiusa sul fiume Sarca, un tempo utilizzata per deviare l’acqua nei canali irrigui. In corrispondenza della chiusa, sul lato opposto della strada, si imbocca una traccia che parte dal muretto e sale obliquando verso destra (nord) fino alla base della parete. Il nome della via è visibile all’attacco.

Relazione:

L1. 25 m, 6a+/6b,8 fix, 1 albero, 1 chiodo, 1 clessidra. Sosta su 2 fix.
Si superano le balze iniziali fino alla base della parete. Un breve muretto verticale introduce a una bella lama-fessura che obliqua leggermente verso sinistra. L’arrampicata è sostenuta e continua su roccia solida fino alla comoda sosta.

Primo tiro


L2. 22 m, 6c, 9 fix, 4 clessidre. Sosta su 2 fix.
Dalla sosta si sale leggermente verso destra affrontando una splendida placca di roccia compatta. L’arrampicata, tecnica ed elegante, sfrutta piccole prese verticali che consentono di superare il tratto iniziale più impegnativo. Successivamente le difficoltà si attenuano e, attraverso movimenti più intuitivi su prese generose, si raggiunge una cengia dove si trova la sosta.

Sul secondo tiro


L3. 20 m, 6b, 7 fix, 5 clessidre. Sosta su 2 fix.
Superate alcune lame articolate, si obliqua verso sinistra fino alla base di uno strapiombo. Lo si vince con arrampicata atletica ma ben protetta, proseguendo poi su roccia sempre compatta e ruvida che conduce alla sosta.

Sullo strapiombo del terzo tiro


L4. 17 m, 5a, 1 fix, 1 clessidra, 2 alberi. Sosta su albero.
Breve tiro di trasferimento che traversa obliquamente verso sinistra permettendo di raggiungere la parte superiore della parete e la successiva sezione della via.

Sul quarto tiro di trasferimento


L5. 33 m, 6c+, 11 fix, 3 clessidre. Sosta su 1 fix e 1 clessidra.
Tiro chiave della via, spettacolare ed estremamente estetico, che culmina presso il caratteristico “Corno Unico”. Sopra la sosta un marcato strapiombo, reso ancora più impressionante dai cordini sospesi nel vuoto, può intimorire per l’esposizione. In realtà una serie di buone prese sugli strati rocciosi permette di guadagnare quota con decisione. Più in alto la parete diventa progressivamente più tecnica: la roccia corrugata offre appigli meno evidenti e impone movimenti precisi su prese svase. Qui si concentra il passo chiave, fisico e selettivo. Superata questa sezione, le difficoltà diminuiscono e una bella placca finale conduce alla sosta.

La prima parte del quinto tiro poco prima del passo chiave
Sulla placca finale del quinto tiro


L6. 32 m, 5c, 7 fix, 6 clessidre, 1 albero. Sosta su 2 fix.
La placca soprastante è incisa da numerose fessure oblique che facilitano la progressione. Il tiro, lungo e piacevole, si sviluppa su ottima roccia con protezioni abbondanti e difficoltà contenute.

Sul sesto tiro


L7. 25 m, 6a+, 9 fix, 2 clessidre. Sosta finale su 2 fix.
Anche in questo caso lo strapiombo iniziale appare più severo di quanto non sia in realtà. L’abbondanza di prese solide e ben conformate consente infatti una progressione relativamente agevole. La parte finale si svolge su una bella placca dove è richiesta un minimo di attenzione nell’individuare la linea migliore. Un ultimo passo conduce alla sosta conclusiva, situata sullo spigolo con magnifico ambiente ed esposizione.

Sullo strapiombo iniziale del settimo tiro
Sulla placca finale del settimo tiro

Discesa: dalla sosta si segue una traccia verso sinistra fino ad arrivare alla forestale che si può seguire a destra verso nord (in discesa) e mediante un’ulteriore traccia a destra(ometto di sassi) si arriva al primo parcheggio che si incontra provenendo da Ceniga e poi per il Ponte Romano al parcheggio di Ceniga. Oppure andando verso sud in direzione Arco agli slarghi o la pizzeria “La Lanterna”. Altra opzione,  arrivati alla forestale si prende a sinistra(sud) e si prosegue fino a prendere la traccia a sinistra che porta al “sentiero alpinistico” che attrezzato con alcune corde fisse porta agli slarghi detti in precedenza. Tempi: mezz’ora per il sentiero alpinisti o e c.a. 20 min. Per l’altra opzione.

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
Le relazioni delle escursioni, ascensioni e arrampicate sono il frutto della nostra personale ed estemporanea esperienza e non possono essere considerate inconfutabilmente attendibili. Tutte le notizie vanno valutate e verificate sul posto di volta in volta, e da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi percorso.
Si declina ogni responsabilità per qualsivoglia inconveniente, incidente, perdita o danno risultanti dalle informazioni contenute nella presente relazione.