Sabato 21 febbraio 2026

La via è stata aperta alla fine del 2025 da G. Perenzoni e G. Martini ed è tra le più recenti nate su questa bella fascia di calcare sopra Loppio. Negli ultimi anni gli apritori hanno lavorato con continuità e passione, contribuendo a trasformare il settore in una piccola “cittadella” dell’arrampicata, dove oggi è possibile scegliere tra più itinerari ben studiati e attrezzati con cura.L’esposizione a sud regala sole per gran parte della giornata: una caratteristica che rende la parete particolarmente piacevole nelle mezze stagioni e sorprendentemente invitante anche nelle limpide giornate invernali.Il nome della via non è casuale. “60 Anni di Storia” vuole essere un omaggio ai sessant’anni della Scuola di Alpinismo Castelcorno di Rovereto–Mori, come riportato anche nel libro di via collocato alla sosta finale.

Avvicinamento:Dal Passo San Giovanni, tra Lago di Garda e Vallagarina, si lascia l’auto nei pressi della costruzione abbandonata lungo la strada. L’ambiente cambia subito: dal traffico si passa in pochi passi al silenzio del bosco.Si imbocca la stradina asfaltata che entra tra gli alberi alle spalle del parcheggio, si supera il cancello e si seguono le indicazioni per la Falesia P.so San Giovanni. Dopo pochi minuti, in corrispondenza di un masso con cartello, si abbandona il sentiero principale per una traccia che scende verso sinistra tra le campagne. Il contrasto è curioso.Costeggiato il vitigno, si rientra nel bosco seguendo gli ometti. Il sentiero si fa più deciso, prende quota con pendenza costante e conduce a un piccolo pianoro dove, sulla destra, appare una grotta della Prima Guerra Mondiale. Si prosegue lungo tracce evidenti fino alla base delle vie del settore sud delle Coste di Loppio. Sulla traccia si trovano degli ometti con il nome della via che poi si ripete alla base e l’orientamento è intuitivo.“60 Anni di Storia” si individua facilmente nel settore centrale tra la via “Locomotiva “ e “Assalto alla Diligenza” .Tempo: 25–30 minuti


Relazione:
La partenza è su un muretto grigio, ci si alza a prendere una lama verticale che porta alla placca soprastante e si prosegue puntando ad un tettino che si supera a sinistra e più sopra la placca articolata porta alla sosta.Sosta 1 , 28 m. 5 fix, 2 cl. , 1 cord. su albero, diff. 6a.

Sopra la sosta un po’ a sinistra si procede su buone prese obliquando sotto a dei cespugli, una placca molto bella finisce purtroppo alla sosta. Sosta 2, 28 m., 2 fix e 1 cord. su albero e 6 clessidre, diff. 5c.

Il muro sopra la sosta è verticale, ci si mantiene a sinistra di una striscia marrone, le prese sono evidenti e si riesce a rimontare sulla cengia soprastante, si prosegue a sinistra facilmente per arrivare ad un altro muro grigio non salire diritti(fix) ma spostarsi ancora a sinistra dove inizia un diedro non semplice che porta sotto ad uno strapiombo che lo si segue sotto di di questo verso destra fino alla sosta. Sosta 3, 20 m. 8 fix 1 cl. Diff.6b+/A0.


Ci si muove a destra della sosta prima per facile traverso con buoni appoggi puntando ad un tetto sullo spigolo, poco prima di questo si arrampica più delicatamente e si raggiunge il bordo del tetto che si supera saltando sopra una placca che brevemente porta alla sosta. Sosta 4,25 m., 7 fix , diff. 6b.

Si obliqua a sinistra della sosta fino a raggiungere la placca finale, un diedrino facilita l’innalzamento la roccia è ottima, solo poco prima della sosta fare attenzione a delle lame orizzontali che portano al risalto finale. Sosta 5, 18 m., 3 fix, 3 cl e 1 cordino su albero, diff.6a.

Discesa: dall’uscita della via si segue una traccia che traversa e poi scende a sinistra (ometti), fino a raggiungere la valletta che si trova a nord e una traccia marcata che riporta sul sentiero dell’andata e infine all’auto.Tempo circa 30 minuti.
AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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