12 settembre 2023

Ritorno in Tognazza, dopo aver salito la via Napoli Centrale la settimana scorsa, mi ero promesso di tornare per provare anche questa via. Segnalatami dall’autore Roly Galvagni, anche questa linea che incrocia la precedente NC, si assomiglia molto, diedri, strapiombi e placche il tutto di un ottimo porfido. Non mancano i giardini pensili che danno respiro tra un muro e l’altro. Rispetto alla prima questa è più spittata dell’altra, cioè sulla linea sono presenti 2 chiodi normali e 2 chiodi a pressione il resto sono fix. Questa volta per arrivare all’inizio della via abbiamo parcheggiato a Passo Rolle, dietro la casa cantoniera e ci siamo incamminati lungo la sterrata che porta verso la caserma GdF Capanna “Sass Maor” poco prima di arrivare a questa si prosegue diritti sempre in salita verso dei tralicci di impianto di risalita, superati questi e una piccola collinetta sulla sinistra una traccia discendente verso sinistra ci porta alla falesia alta delle due presenti in zona. Proseguendo in discesa sempre su traccia e questa a un certo punto prende a destra ed è segnata con segni rossi, si continua con un po’ di saliscendi, il sentiero è stretto e a un certo punto anche protetto da corde fisse, continua perlopiù in discesa verso il pendio detritico che sta alla base della parete della Tognazza. Seguendo sempre il sentiero e in prossimità di alcuni alberi si sale qualche metro e si è arrivati all’attacco. Qui nei pressi della parete si trova un tronco secco appoggiato alla roccia e a sinistra un fix.

Il primo tiro si alza sui blocchi che formano un diedro obliquo ed entrano nel canale che dapprima più largo poi dopo un salto erboso si fa più stretto e punta a un camino. Ci si alza nel camino per poi uscire a destra su una delicata placca appartenente al pilastro di destra del canale che dopo qualche metro di traversata raggiunge lo spigolo di destra dove un chiodo piantato proprio sullo spigolo determina la fine delle difficoltà e una rampa porta alla sosta presso un tronco secco e contorto.38 metri 5-, 6+,8 fix e un chiodo.

Il secondo tiro è di trasferimento su rampa con vegetazione lasciando a destra un albero e puntando alla parete dove troviamo una sosta su due fix. 24 metri . Lascio a Kurt il terzo tiro, che parte con una placca articolata, i movimenti qui sono di equilibrio e atletici a destra e sinistra seguendo le fessure e le angolazioni della parete. A due terzi del tiro si arriva a una cengia con un alberello tagliato alla base del muro finale prima della sosta e i primi movimenti sono un po’ tirati per innalzarsi ma poi diventa più facile. Sosta tre 25 metri, VI, V, 7 fix e 1 ch.a press.

Ora la prossima lunghezza attraversa la cengia e incrocia la via NC, il cordone rosso aiuta e arrivati al fix dove è ancorato si prosegue a destra verso la parete puntando a un marcato strapiombo che supero alzandomi in spaccata per poi continuare su roccia più articolata fino al diedrino finale, prima della sosta un ramo contorto offre un cordone di assicurazione. Sosta quattro 30 metri,V+,V, 7 fix.

Il prossimo tiro è il più lungo, e parte su una fessura che continua con un diedro con buone prese e poi ci si alza atteraverso un tratto di vegetazione per continuare su un muro verticale articolato dove un cordone passato in un fix agevola il moschettonaggio per proteggere il passo dove l’allungamento e l’equilibrio dettano legge. L’arrivo in sosta conclude il lungo viaggio. Sosta cinque, 48 metri,V, VI,13 fix.

Siamo al sesto tiro, mi alzo a destra, il chiodo nella fessura sopra la sosta fuoriesce per tre quarti ma vedo il fix nascosto sopra e arrivo a moschettonare facilmente, mi alzo e continuo mi alzo su una placca passo a sinistra di un tettino per uscire sullo spigolo del pilastro che delimita a sinistra una valletta alberata. Lo spigolo si abbatte un po’ e le difficoltà non sono elevate el’arrampicata è gradevole. Sosta sei, 26 metri,7 fix, V+,V.

Dalla sosta si continua facilmente tra alcuni massi puntando verso la parete sommitale dalla quale si può anche scorgere un cordino arancione troviamo dei fix indicatori della direzione per poi salire sopra un grande masso prima della sosta. Sosta sette, 3 fix,30 metri, IV un passo. Ultimo tiro, si sale a destra della sosta fino a moschettonare il fix con cordone fuori a sinistra sulla placca, si traversa a sinistra per poi salire diritto di nuovo seguendo i fix su bella roccia compatta, si raggiungono dei gradini di roccia più rotta e con vegetazione e qui si inizia la traversata a sinistra passando sotto il cordone passato nel fix sul pilastro incombente (fino a qui l’ultimo tiro è lo stesso della via NC che sale diritta) noi continuamo a traversare a sinistra fino a uscire dal pilastro sovrastante mediante una fessurina per le dita che corre quasi orizzontalmente, i piedi su una cornice che ci permette di uscire per poi salire verticalmente nel breve diedrino finale alla sosta otto, 36 metri, 11 fix, 1 chiodo a pressione, V+,V

Riepilogo:
La via è stata aperta da Roly Galvagni in solitaria nell’estate 2023 dal basso e parte dall’alto.
L1 38 metri ,diff. V- VI+, 7 fix 1 ch; L2 24 metri, diff. I; L3 25 metri, diff. VI e V, 7 fix e 1ch. a press; L4 30 metri, diff.V+ V , 7 fix; L5 48 metri, diff. VI V e. IV, 13 fix; L6 26 metri, diff. V+ e V, 7 fix; L7 30 metri, diff. IV un passo, 3fix; L8 36 metri, diff. V+ e VI, 11 fix e 1 ch. a press.
Tutte le soste sono con 2 fix.
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