Arco – S.Paolo – La Placconata – Via Giada Kurwi

Martedì 23 settembre 2025

Questa via è nata da un’idea di Kurt, che aveva notato come questo settore di parete fosse libero. Dopo alcuni tentativi la linea è stata completata il 29 luglio 2025. L’apertura è avvenuta in piena estate nella zona di Arco: se da un lato l’assenza di frequentatori ci ha permesso di lavorare indisturbati, dall’altro il caldo non ha dato tregua fino al pomeriggio.

Foto con il tracciato

Il risultato è un itinerario soddisfacente; nella parte finale sfiora la via “Il sole che rinnova”senza interferenze.È stato necessario un ampio lavoro di pulizia, soprattutto nei primi tiri, dove permane ancora un po’ di terra in prossimità delle soste. Nel complesso la via risulta piacevole e arrampicabile.

Primo tiro

Accesso:Dal paese di Arco dirigersi verso i campeggi (zona Nord) e proseguire sulla strada, parcheggiando in uno slargo a destra/sinistra o presso la pizzeria Lanterna. Da qui percorrere a piedi circa 100 m sulla strada in direzione sud fino a trovare sulla destra una traccia evidente che entra nella vegetazione (stesso accesso della parete S. Paolo Sud).

Avvicinamento:Seguire la traccia nel boschetto, direzione sud (non salire sotto la parete, ma rimanere paralleli). Su un masso si trova la scritta azzurra “Ermete e Trappola”. Continuare lungo il sentiero parallelo alla parete, oltre un bivio per vie precedenti, fino a quando il tracciato si avvicina alla parete. Poco prima della via “Il sole che rinnova “,si sale a destra fino all’attacco (targhetta alla base).Tempo: 15–20 minuti.

Relazione: 1° tiro: salire un breve risalto per diedrino fin sotto una pianta con cordino, quindi su cengia alla base di un muro verticale. Seguire un breve diedrino che svanisce nella parete, piegare leggermente a destra su prese alte, puntare all’albero soprastante (a destra) e, per rampa terrosa, giungere in sosta. (12 m, 3 fix, 2 cord. su albero – diff. VI-)

2° tiro: salire a sinistra un muretto facile fino alla base di un diedrino/fessura. Proseguire lungo la fessura con prese via via più grandi fino a un ceppo d’albero con sosta. (19 m, 3 fix, 3 cord. su albero – diff. VI-)

Kurt sul secondo tiro

3° tiro (chiave): breve traverso a sinistra, poi su lama obliqua fino a una cengetta con pilastrino (utile appoggio). Superarla con cautela e proseguire sotto un diedro obliquo che delimita la placca. Traversare a sinistra su prese dapprima buone, poi più piccole, sfruttando tacche di piede; allungarsi a sinistra su buona presa tagliente fino alla cengia di sosta. (22 m, 7 fix, 1 ch., 1 cl. – diff. VI+).

Sul terzo tiro

4° tiro: obliquare a sinistra su scanalatura ben ammanigliata, poi superare una cengia obliqua e proseguire per la placca articolata soprastante fino in sosta. (22 m, 5 fix, 1 cl., 1 albero con cord. – diff. VI/-)

Il quarto tiro

5° tiro: salire la placca con buone prese sopra la sosta, poi su terreno scavato fino alla base di un’ultima placca. Salire obliquando a sinistra (fix, poi clessidra) fino a uscire sulla cengia alberata della sosta. (A sinistra si trova la sosta della via Il sole che rinnova). (21 m, 3 fix, 4 cl., 1 cord. su albero – diff. VI)

Sopra la sosta del quinto tiro

6° tiro: placca più appoggiata ma con vegetazione; mantenere il bordo destro fino a un grosso cespuglio, poi superare la placca compatta, proteggendosi su clessidre, fino a grande clessidra di sosta. (30 m, 1 fix, 2 ch., 5 cl., 2 cord. su alberi – diff. IV)

Alla sosta del sesto tiro

7° tiro: proseguire sulla placca soprastante, poi in rampa terrosa, sfiorando a sinistra Il sole che rinnova. Seguire il bordo destro della placca fino a corda fissa che porta alla sosta su albero. ( ).

Discesa:

Due possibilità:

In doppia lungo la via (con 2 corde da 60 m):

S7 → S5 = 50 metri – S5 → S3 40 metri – S3 → terra 45 m.

Discesa attrezzata per le vie a sinistra: dall’ultima sosta de “Il sole che rinnova “tramite corda fissa . È stata posizionata una corda fissa che collega la nostra S7 alla sosta della via adiacente.

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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