Gruppo del Catinaccio – settore Vael – Quinta torre del Masarè – via Rizzi

Lunedì 20 luglio 2026

Questa è un’altra via rivista da Gaetano Rasom , già protagonista di diverse richiodature in zona Masarè. Molti rocciatori non la conoscevano nemmeno perché forse per la scarsa chiodatura e forse per essere troppo vicino alle super ripetute classiche via del Tunnel e Diedro Pederiva era entrata nel dimenticatoio. Aperta nei primi anni sessanta da Toni Rizzi guida di Vigo di Fassa insieme a Piero Ricciotti .

Toni Rizzi, guida alpina e apritore fassano attivo soprattutto nel secondo dopoguerra, non va confuso con gli omonimi Giovanni e Luigi Rizzi: Giovanni fu tra gli apritori della Via Rizzi sulla parete est della Roda di Vaèl, mentre Luigi, insieme al fratello Simone e a Emil Munk, aprì nel 1897 la Via Classica sulla parete ovest della Croda di Re Laurino.

Richiodata nel 2026 da Rasom Gaetano, Andreas Rizzi (Ciamorces de Fascia), Riccardo Lovison e Vittoria Schincariol.

La roccia sulla via presenta alcuni tratti delicati ma nel complesso è da buona a ottima. La chiodatura è ottima a fix, è possibile proteggersi ulteriormente con protezioni mobili ma non è indispensabile.L’itinerario sale lungo l’evidente diedro situato a sinistra della quinta torre, seguendo una linea logica che, vista dal basso, appare molto aggettante. La richiodatura è stata realizzata anche come omaggio alla storica guida alpina di Vigo di Fassa Toni Rizzi.

Le informazioni storiche sulla via e sulla sua richiodatura sono state fornite direttamente da Gaetano Rasom. Le osservazioni relative alla qualità della roccia, alla chiodatura e alle caratteristiche dell’arrampicata derivano invece dalla mia ripetizione della via, effettuata il giorno lunedì 20 luglio 2026 insieme a Michele Torresani.

Foto con tracciato della via

Accesso: Dal rifugio Roda di Vael si prende il sentiero per la ferrata Masarè e Torre Finestra, dopo il bivio a Pian de Majarè si continua a sinistra (sentiero classico di rientro dalla ferrata), dopo qualche decina di metri una traccia a destra che è quella della condotta di acqua del rifugio, si continua a seguire la traccia fin sotto la parete in corrispondenza di un grosso masso, si prosegue a lambire la parete dove si trova anche l’attacco della via Dalla Chiesa e del Tunnel si risale il cono ghiaioso a sinistra e si risale fin sotto uno strapiombo giallo poco prima di entrare nell’’antro costituito dall’unione delle due pareti. Ad indicare l’attacco troviamo sulla destra un chiodo normale. La via parte a sinistra del chiodo seguendo una fessura.

Relazione :

L1 – 25 m, 6a, 8 fix. Sosta su 2 fix.
Salire lungo la parete di sinistra, inizialmente leggermente appoggiata, fino a raggiungere un diedro fessurato formato dall’incontro con la parete di destra. Proseguire per alcuni metri e rimontare un piccolo ballatoio inclinato, dove si diramano due fessure. Seguire inizialmente quella di sinistra, quindi rientrare verso destra e raggiungere il terrazzino di sosta.

Partenza primo tiro

L2 – 28 m, 4b, 7 fix. Sosta su 2 fix.
Dalla sosta obliquare verso destra su rocce articolate, prestando attenzione alla qualità degli appigli. L’arrampicata non è difficile, ma risulta delicata per la presenza di roccia ancora da ripulire. Puntare alla base del diedro e, poco prima di raggiungerlo, sostare su una comoda piazzola.

Michele sul secondo tiro

L3 – 28 m, 6a, 11 fix. Sosta su 2 fix. Alzarsi verticalmente nel diedro-camino, superando una successione di passaggi mai particolarmente faticosi, ma che richiedono un buon uso della tecnica di opposizione. Le protezioni sono ben posizionate e la roccia è ottima. Verso la fine del tiro si raggiunge una nicchia, dove la linea cambia direzione: uscire a sinistra, seguendo il fix, e raggiungere la sosta.

Il diedro camino del terzo tiro
Michele sul terzo tiro

L4 – 20  m, 5b, 6 fix. Sosta su 2 fix.  Salire obliquando leggermente verso sinistra, dapprima lungo un facile diedrino; quindi, aiutandosi con una lama, proseguire su roccia ottima fino alla sosta.

Sul quarto tiro

 

L5 – 12  m, 6a+/b, 6 fix. Sosta su 2 fix. Alzarsi verticalmente sopra la sosta, sfruttando con la mano destra una lama verticale e, a sinistra, buone prese. Proseguire sempre su ottima roccia grigia fino alla sosta.

Sul quinto tiro

L6 – 28  m, 5b, 8 fix. Sosta su 2 fix.  Salire a destra della sosta su ottima roccia a buchi, superando una successione di risalti. Affrontare infine un breve diedrino che conduce alla sosta, posta su un comodo terrazzino.

Michele sul sesto tiro

L7 – 35  m, 4c, 5 fix. Sosta su 2 fix. Proseguire sopra la sosta, leggermente verso destra, seguendo i fix lungo facili gradoni. Continuare fino a raggiungere la sosta, situata nei pressi della ferrata.

 

 

Discesa: dalla sosta, in pochi metri, si raggiunge la via ferrata. Seguendola verso destra oppure verso sinistra si rientra al Rifugio Roda di Vaèl. Calcolare circa 45 minuti.

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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