Gruppo del Catinaccio – Rosengartengruppe Buco dell Orso – Bärenloch
Dopo aver aperto Vilma nella Nebbia sulla parete sud della Cima Gugglochegg, continuavo a guardare il grande diedro alla sua sinistra. Era una linea troppo invitante per lasciarla inesplorata, anche se tornare fin lassù significava affrontare ancora una volta il lungo avvicinamento attraverso la Val Ciamin e il Buco dell’Orso.
Il 3 settembre 2016 feci una ricognizione e pernottai al Rifugio Bergamo. Il giorno seguente mi raggiunse l’amico Stefano Miserotti: insieme aprimmo GUUGGLE in giornata. La via segue il diedro, che nella parte alta diventa camino, e affronta nel quarto tiro una placca con un passaggio di VI+.
La roccia è discreta e a tratti ottima, ma, come su Vilma nella Nebbia, alcuni punti richiedono attenzione. La chiodatura lungo i tiri è mista, con pochi fix e chiodi; conviene portare protezioni mobili per integrare e qualche cordino per le clessidre.
Tornai sulla via con l’amico Roberto il 30 settembre 2016, nello stesso mese dell’apertura. Le fotografie che accompagnano questa relazione risalgono a quella ripetizione: sono immagini di dieci anni fa, che mi riportano a quelle giornate sulla Gugglochegg.

● Primi salitori: Giacomo Damian e Stefano Miserotti, 4 settembre 2016
● Sviluppo: 300 m di via, più 120 m di prato per raggiungere la cima
● Difficoltà: un passaggio di VI+; per il resto prevalentemente III , IV e V
● Proteggibilità e impegno: S2 / II
● Soste: attrezzate con fix da 10 mm
● Materiale: normale dotazione alpinistica
Accesso:
Da Bagni di Lavina Bianca si segue il sentiero n. 3 lungo la Val Ciamin. Al bivio per il Rifugio Bergamo, a circa 1.890 m, si continua a sinistra entrando nel Buco dell’Orso (Bärenloch), in direzione del Rifugio Alpe di Tires.
Dopo circa 15 minuti, nel punto in cui il sentiero attraversa il torrente, lo si lascia per seguire una traccia verso la base del pilastro della Gugglochegg. Raggiunta la nicchia da cui parte la via Vilma nella Nebbia, si scende nel prato sottostante e si costeggiano le rocce basali fino alla sosta sotto il grande diedro, seguendo gli ometti. Alla partenza si trovano un chiodo e una clessidra. Tempo di avvicinamento: circa 1 ora e 50 minuti.
Relazione
L1 – 53 m – II, III, IV
Traversare per qualche metro a sinistra, dove si trova una clessidra, poi salire nel diedro soprastante. Si incontra un chiodo sulla destra. Proseguire lungo il diedro, che diventa camino, incontrando altre clessidre e un chiodo. Sosta su due fix.


L2 – 45 m – IV, IV+
Uscire verso destra, passando un chiodo, e salire diritti fino a un secondo chiodo. Puntare leggermente a destra, quindi rientrare a sinistra nel diedro camino, dove si trovano una clessidra e un chiodo. Sosta su due fix.

L3 – 48 m – IV, V
Continuare nel diedro, superando un chiodo e poi un fix. Salire prevalentemente sulla parete di roccia scura a destra, oltrepassare una lieve strozzatura protetta da una clessidra e proseguire fino alla sosta su due fix.
L4 – 25 m – V+, VI+
Salire direttamente sopra la sosta, superando un muretto protetto da un fix. Continuare sulla destra fino alla placca a buchi, che delimita sulla destra una zona di strapiombi. Superarla con il passaggio chiave della via, protetto da due fix, e raggiungere il canale alla base di un camino. Sosta su due fix. Poco più in alto, a sinistra, in un anfratto, si trova il libro di via.

L5 – 40 m – IV
Salire nel camino, protetto da un fix, poi continuare sulla parete di destra fino al canale soprastante. Seguirlo, passando una clessidra, fino alla sosta su due fix.

L6 – 60 m – III
Salire sopra la sosta fino al termine del camino. Un diedrino appoggiato, con un chiodo, conduce alle rocce sommitali. Proseguire su terreno più facile verso uno spuntone leggermente a sinistra della verticale della cima. Superare il muretto soprastante e continuare su rocce facili ma frantumate, traversando leggermente a sinistra verso una piccola selletta. Sosta su un fix.

L7 – 40 m – terreno facile
Proseguire su sfasciumi, obliquando prima a destra e poi a sinistra, fino al prato sommitale.

Discesa
Seguire il crinale verso il punto più alto. Superando un pendio roccioso con zolle erbose si raggiunge la cima, distante circa 120 m dall’uscita della via. In pochi minuti si arriva al sentiero n. 4, che conduce al Rifugio Alpe di Tires in circa 20 minuti. Poco prima del rifugio si incontra il bivio con il sentiero n. 3 per il ritorno a Bagni di Lavina Bianca, in circa 2 ore.
Nota sulla data della relazione: questa relazione risale a circa dodici anni fa e descrive le condizioni riscontrate all’epoca. Nel frattempo, la qualità della roccia e lo stato della chiodatura potrebbero essere cambiati. Prima di intraprendere la via, valutare con attenzione le condizioni sul posto e prevedere il materiale necessario per integrare le protezioni.
AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
Le relazioni delle escursioni, ascensioni e arrampicate sono il frutto della nostra personale ed estemporanea esperienza e non possono essere considerate inconfutabilmente attendibili. Tutte le notizie vanno valutate e verificate sul posto di volta in volta, e da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi percorso.
Si declina ogni responsabilità per qualsivoglia inconveniente, incidente, perdita o danno risultanti dalle informazioni contenute nella presente relazione.