Giovedì 4 giugno 2026
Quando finisci una via non è sempre facile darle un nome. Il più delle volte si finisce per prendere spunto da qualcosa accaduto durante l’apertura, da un particolare della zona, dalla storia del luogo oppure, semplicemente, da quello che in quel momento ti passa per la testa. Difficilmente, almeno per me, il nome esiste già prima che la via sia terminata.
Da un po’ di tempo mio cognato mi chiedeva quando avrei dedicato una via a sua figlia, Lidwina. Forse per ricordarla, forse per darle un posto tutto suo fra le tante storie legate alle mie vie. Questa volta ho pensato che fosse arrivato il momento giusto.
Lidwina vive e lavora ormai da un paio d’anni negli Stati Uniti e, in fondo, non c’è modo migliore per sentirla ancora un po’ qui, in mezzo a noi, che lasciare il suo nome su una parete.
Dopo Potentilla, guardando pochi metri più a sinistra, quella porzione di roccia era troppo invitante per non immaginare un’altra linea.
In quel periodo Federica, un’amica, mi aveva chiesto di farle fare un po’ di esperienza nell’apertura di una via multipitch. Ho quindi preso la palla al balzo e le ho proposto di partecipare a questo nuovo progetto.
Era la fine di gennaio e le temperature erano piuttosto rigide. Per iniziare senza particolari rischi avevo già predisposto le soste e siamo scesi dall’alto, così da permetterle soprattutto di prendere confidenza con trapano, foratura e posa dei fix. Federica attrezzò così il penultimo tiro.
Dopo quella giornata, però, non mi chiese più di tornare per continuare o terminare la via. All’inizio mi domandai se avessi sbagliato qualcosa, poi fu lei stessa a spiegarmi che forse era semplicemente troppo presto: prima di pensare ad aprire nuove vie sentiva il bisogno di fare maggiore esperienza ripetendo quelle già esistenti.
Una considerazione più che comprensibile.
Così ho continuato da solo e, un po’ alla volta, è nata Lidwina. Una linea che, alla fine, credo sia venuta fuori niente male.

Accesso:
Il Bar New Entry può essere utilizzato come comodo punto di riferimento per il parcheggio(nel piazzale soprastante).
Da qui si imbocca una traccia sulla sinistra di un cancello, raggiungendo rapidamente una strada forestale. La si segue verso sinistra e, dopo alcune decine di metri, sulla destra un ometto segnala l’inizio del sentiero che sale in direzione della Torre di Pietramurata; lungo il percorso sono presenti bolli blu.
Dopo un breve tratto in salita si incontra sulla sinistra un’altra deviazione, meno evidente e segnalata da un ometto. La si segue aiutandosi con bolli azzurri e rossi fino a raggiungere la base della parete.
L’attacco della Via Lidwina si trova pochi metri a sinistra di Potentilla ed è riconoscibile dai fix e dalla targhetta con il nome.

Tempo di avvicinamento: circa 20 minuti.
Relazione:
L1 – 21 m – 6a+ (un passo)
5 fix, 1 clessidra, 1 albero – sosta su 2 fix
Si sale diritti lungo un diedrino aperto sotto il tetto, quindi si traversa a sinistra per raggiungere una lama obliqua. La si segue verso destra fino a superare uno strapiombino fessurato. Oltre questo punto le difficoltà diminuiscono sensibilmente: si prosegue superando un albero e quindi una rampa erbosa fino alla sosta, posta alla base di un diedro.

L2 – 19 m – 6a+
8 fix – sosta su 2 fix
Si sale diritti lungo il diedro, ben ammanigliato, che dopo alcuni metri piega verso sinistra. Si prosegue quindi sulla placca, sempre verso sinistra, fino a raggiungere la sosta, attenzione roccia un pò rotta vicino alla sosta.

L3 – 20 m – 6b+
10 fix – sosta su 2 fix
Dalla sosta si sale sulla placca, inizialmente leggermente verso destra in direzione del diedro. Man mano che si guadagna quota si ritorna progressivamente verso sinistra, fino a rimontare una cengia un tempo ingombra di massi, in parte ormai rotolati a valle.
Ci si trova così alla base di un diedro di non facile lettura, caratterizzato da appigli piccoli e poco evidenti. Si continua lungo il diedro con arrampicata delicata e sostenuta, si supera un masso incastrato e, con gli ultimi movimenti impegnativi, si raggiunge la sosta.

L4 – 15 m – 6b
8 fix – sosta su 2 fix su cengia
Dalla sosta si esce verso destra sulla placca, continuando in obliquo nella stessa direzione e puntando allo spigolo di destra. Il terreno è inizialmente rotto ma, proprio per questo, ben appigliato.
Si supera uno scalino più marcato, quindi si prosegue dapprima diritti e successivamente verso sinistra fino a raggiungere una comoda cengia, dove si trova la sosta.

L5 – 15 m – 6a i primi metri
3 fix, 1 albero – sosta su albero
Dalla sosta si sale diritti e, con un paio di movimenti, si raggiunge il bordo superiore della parete. Si prosegue quindi verso destra in direzione di un albero posto sul ciglio, per poi traversare a sinistra su una placca facile ma sporca di detriti.
Si punta verso un gruppo di alberi, dove si trova la sosta finale su albero.

Discesa
Sono possibili due soluzioni.
1. In corda doppia
Dalla sosta finale su albero ci si cala inizialmente traversando facilmente sul pendio fino a raggiungere la sosta posta appena sotto il ciglio della parete (S4).
Da qui si prosegue in doppia lungo la via:
S4 → S3 → S2 → SX(sosta leggermente spostata a sx faccia a valle)→ base della parete.
2. A piedi
Dalla sosta finale, posta nel grande gruppo di alberi e cespugli, si sale per circa 15/20 metri fino a incontrare alcuni segni rossi .
Li si segue verso sinistra; successivamente alcuni ometti e bolli rossi indicano il percorso che conduce alla strada forestale e, da questa, nuovamente al parcheggio. Tempo circa 40 minuti.
AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
Le relazioni delle escursioni, ascensioni e arrampicate sono il frutto della nostra personale ed estemporanea esperienza e non possono essere considerate inconfutabilmente attendibili. Tutte le notizie vanno valutate e verificate sul posto di volta in volta, e da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi percorso.
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