Piana Rotaliana – Cime di Vigo – Cima Cornello – Via Nuovi Orizzonti

Martedì 7 aprile 2026

Ormai ci siamo abituati a questa roccia che non invita, che non rassicura. Eppure, ogni volta che mi trovo all’attacco di una via del genere, sento una sorta di resistenza. Non è paura, non proprio: è fastidio.Roccia crepata, zolle di terra incastrate nelle fessure, muschio e piante che si prendono lo spazio dove dovrebbero stare mani e piedi. Ogni movimento va cercato, pesato, quasi negoziato.

A nord di Mezzolombardo le pareti stanno cambiando volto: nuove linee, nuove possibilità, ma ancora poca gente a percorrerle. E forse è proprio questo il punto. Qui l’arrampicata torna ad avere qualcosa di più grezzo, meno addomesticato. L’avventura inizia subito, senza preavviso. L’adrenalina è più sottile, più continua: non esplode, ma resta lì, sotto pelle, perché nulla è davvero certo.

Le protezioni ci sono, spesso anche generose: fix, qualche chiodo, clessidre. Ma non basta. La difficoltà non è solo nel grado, è nella fiducia che devi concedere — o che non riesci a concedere — a ciò che stai afferrando.

Al terzo tiro sento Kurt che si lamenta. Non è a suo agio, lo capisco dal tono. E per un attimo mi aggrappo a quella sua esitazione: potrebbe essere il pretesto giusto per scendere. Non sarebbe la prima volta. Su questo tipo di roccia abbiamo già scelto di fermarci, di non forzare, quando la sensazione era quella di giocare troppo con il margine.

Ma stavolta no.

Andiamo avanti. Accettiamo il terreno per quello che è, senza cercare di addomesticarlo. E poi questa via che avevamo in testa da tempo, da quando avevamo salito Titanik, poco più a sinistra. Era rimasta lì, sospesa, in attesa e adesso che eravamo dentro non ce la sentivamo di ritirarci.

Il sole picchia forte sui caschi, l’aria è mossa dal vento. Gli ultimi due tiri sono anche i più difficili, e chiedono attenzione vera, concentrazione piena. Non concedono distrazioni.

E alla fine ne usciamo.

Non perché la roccia sia diventata migliore, ma perché, a un certo punto, abbiamo smesso di pretendere che lo fosse.

Comunque, al di là di tutto, resta un grande rispetto per chi apre. In questo caso per l’apritore, che ha dovuto salire e scendere più volte, con cautela e rischiando più di noi, per lasciare agli altri la sua linea.

La via è stata aperta da Franco Sartori in solitaria nell’inverno e primavera del 2022.

Le informazioni sono state prese dal sito “www.clubalpinoaccademico.it”

Tracciato della via in rosso e in blù la discesa

Accesso: Dal casello A22 di S. Michele all’Adige seguire le indicazioni per la Val di Non. Superato Mezzolombardo, proseguire fino all’imbocco della valle in località La Rocchetta, dove si parcheggia.Dal parcheggio imboccare una vecchia strada chiusa da una stanga e seguire il sentiero 516B per M. Bodrina. Dopo pochi minuti si raggiunge un bivio con un secondo cartello per M. Bodrina: ignorarlo e salire a destra seguendo ometti e bolli gialli, fino a immettersi su un sentiero più marcato che sale a zig-zag.Seguire quindi una traccia che si stacca sulla destra (bolli gialli e ometti) fino alla base della parete. (0h30)

Attacco:Seguire la traccia sotto la parete fino a portarsi sotto un diedrino poco marcato. Visibili i chiodi di progressione, alcuni con cordone.

Relazione sintetica:

L1. 20 m. 1 ch. 2 fix 1 ch. Diff.IV sosta 1 fix + 1 ch.

L2. 25 m. 2 ch 7 fix diff.IV V+ un passo sosta su 2 fix

L3. 10 m. 3 fix diff. IV sosta su ch. E 1 fix

L4. 20 m. 6 fix 1 albero diff V sosta su 2 fix

L5. 30 m. 9 fix 1 ch diff VI+ sosta 2 fix

L6. 25 m 1 fix + diversi alberi  diff.IV sosta su 1 fix e 1 ch.

L7. 25 m 10 fix 2 ch diff.VI sosta su 2 fix

L8. 25 m 5 fix 4 ch diffVI+sosta 2ch 1 fix

L9. 25 m 3 ch 2 fix diff. IV +/V sosta su 2 fix (trovati 2 ch a pressione antichi)

L10. 25 m 8 fix diffV+ sosta su 2 fix

L11. 32 m.14 fix diff. VI+/VII sosta su 2 fix

L12. 25 m 8 fix 1 ch diff VIII/A0 sosta su 1 ch 1 ì

Discesa: Dall’ultima sosta, in prossimità del bosco, effettuare 2 calate in corda doppia (attrezzate) fino a una cengia (libro di via).Seguire la cengia verso destra, quindi scendere una breve paretina (pochi metri, facile arrampicata) e attraversare in leggera salita una vecchia frana in direzione sud, senza via obbligata.In breve si raggiunge una traccia,seguirla in discesa, passando sotto la via, fino al parcheggio. (0h50)

 

Primo tiro
Secondo tiro

 

 

Terzo tiro traverso facile
Camino del quarto tiro
Settimo tiro
Ottavo tiro
Sul traverso finale dell’ottavo tiro
Chiodi a pressione antichi sul nono tiro
Decimo tiro
Undicesimo tiro
Il tetto in partenza dell’ultimo tiro

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
Le relazioni delle escursioni, ascensioni e arrampicate sono il frutto della nostra personale ed estemporanea esperienza e non possono essere considerate inconfutabilmente attendibili. Tutte le notizie vanno valutate e verificate sul posto di volta in volta, e da persone esperte, prima di intraprendere qualsiasi percorso.
Si declina ogni responsabilità per qualsivoglia inconveniente, incidente, perdita o danno risultanti dalle informazioni contenute nella presente relazione.