Mercoledì 19 agosto 2026
Primi salitori: Gaetano Rasom, Agostino Rasom, Alessandro Furci, 2023
La Via Dante, era nata come itinerario prevalentemente tradizionale, con soste a spit e possibilità di integrare le protezioni.
Domenica 16 agosto 2026 Gaetano Rasom insieme a A. Furci e N. Lovison è tornato sulla sua via, l’ha rivista e riattrezzata con fix, mantenendo comunque alcune clessidre lungo i tiri.

L’abbiamo ripetuta il 19 agosto, pochi giorni dopo la revisione, potendo così verificare direttamente la nuova chiodatura.Ne risulta una via piacevole, su roccia generalmente buona, che cerca i settori più interessanti della parete a fianco dello Sperone Gross, con il quale si raccorda nella parte superiore. Le difficoltà sono contenute, ma non mancano alcuni passaggi più impegnativi, in particolare sul secondo e sul quinto tiro.
Accesso:
Dal Rifugio Roda di Vaèl seguire il sentiero in direzione del Croz di Santa Giuliana e della ferrata Masarè.
Superato un primo tratto attrezzato, traversare nel catino. Poco prima dell’inizio vero e proprio della ferrata risalire verso destra per terreno erboso, superando l’attacco dello Sperone Gross di circa una decina di metri.
L’attacco della Via Dante è individuabile alla base della parete, un fix con cordino giallo.
Relazione:
L1 – 33 m – III – 6 fix, 2 clessidre sosta su 2 fix.
Salire inizialmente obliquando verso destra su rocce articolate e ben appigliate. Proseguire seguendo uno spigolo a destra di un canale fino alla sosta.

L2 – 30 m – V+/VI- – 6 fix, sosta su 2 fix.
Dalla sosta salire direttamente affrontando il tratto più impegnativo del tiro che consiste in un muretto verticale poi le difficoltà diminuiscono e si continua lungo il pilastro fino alla sosta.

L3 – 25 m – IV – 5 fix, 2 fix di sosta.
A sinistra della sosta salire e proseguire diritti per il pilastro fino alla sua sommità, qui con una calata di 7 metri c.a. Si arriva su cengia con sosta su 2 fix. L’alternativa è sostare su sommità del pilastro(18 m. due fix con maglia rapida )e successivamente calarsi per 7 metri alla cengia sottostante alla sosta.


L4 – 28 m – IV+ – 6 fix, 1 clessidra, sosta su 2 fix.
Continuare diritti sullo sperone, ad una nicchia piegare a destra per poi continuare sullo spigolo ora fino alla sosta.

L5 – 30 m – V+ – 8 fix, 1 clessidra, sosta su 2 fix.
Tiro molto bello e probabilmente il più interessante della via. Dalla sosta ci si sposta leggermente verso destra e si affronta la parete più verticale. Superato il tratto più impegnativo, si continua su difficoltà progressivamente minori fino alla sosta su 2 fix. (Poco prima a sinistra è presente la sosta della via Gross).

L6 – 30 m – IV – circa 4 fix, sosta su 2 fix.
Dalla sosta si continua diritti superando uno spigolo per poi seguire a sinistra una rampa che porta verso la sommità del pilastro, uscire su facile terreno e traversare fino sotto una parete verticale .

L7/8 – circa 90 m – I e II grado
Dalla sosta andare a sinistra facilmente e seguire la rampa che porta alla cima,(originale uscita via Gross) non vi sono soste attrezzate intermedie.
Alternativa:uscire a destra (variante via Gross) su placca grigia aggirando un diedro poi per fessura raggiungere una rampa è a sinistra la sosta su 2 fix, 2 chiodi di passaggio 20 m. Diff. IV.Si continua facilmente fino alla cima per altri 70 m.
Sviluppo:
Circa 176 m di arrampicata nei primi sei tiri, ai quali si aggiungono circa 90 m di terreno facile per raggiungere la cima oppure a destra una lunghezza di IV e poi facile fino alla cima.
Difficoltà: V+/VI- max, con diversi tratti di III, IV e IV+ .
Attrezzatura:La via è stata completamente rivista e richiodata a fix nell’agosto 2026.
Lungo alcuni tiri sono presenti anche clessidre.Normale dotazione alpinistica. La nuova chiodatura rende decisamente meno necessario integrare rispetto alla versione originale della via; qualche friend può comunque risultare utile a chi preferisce una protezione più ravvicinata.
Discesa:Dalla cima seguire la cresta verso nord e quindi le tracce sul versante est che conducono alla sella (arrampicata di 1° e 2° grado seguendo gli ometti di sassi) tra la Roda del Diavolo e il Croz di Santa Giuliana. Scendere quindi seguendo il sentiero e riprendere il tratto attrezzato percorso durante l’avvicinamento, rientrando al Rifugio Roda di Vaèl. Calcolare circa un’ora per la discesa.
Nota:La via è dedicata all’alpinista e scrittore Dante Colli, in riconoscimento del suo impegno e del suo legame con la Val di Fassa e le sue montagne.
La revisione del 2026 cambia in maniera significativa il carattere dell’itinerario rispetto alla versione originaria: quella che era nata come una via trad con soste attrezzate è oggi una linea ben più protetta, pur conservando un’impostazione alpinistica e alcune clessidre lungo il percorso.

Ripeterla appena dopo il lavoro di Gaetano & C .ci ha permesso di avere una fotografia aggiornata della via, che rappresenta una bella possibilità di arrampicata sulla Roda del Diavolo, in un angolo del Catinaccio forse meno frequentato di quanto meriti.
AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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