Valle di Loppio – Monte Garda – Via Giulio Regeni

Martedì 21 aprile 2026

Tracciato della via Giulio Regeni

Via aperta tra novembre 2024 e novembre 2025 da C. Confente, L. Gaspari e M. Leorato. L’itinerario segue lo spigolo sud-est della bastionata che scende dal Monte Garda verso il Lago di Loppio.Le informazioni sono state ricavate da un articolo su PlanetMountain e dal sito verticalage.blogspot.com, con contributi dei primi salitori.

Sul primo tiro

La roccia è estremamente varia e, più che offrire arrampicata di qualità continua, regala un’esperienza decisamente avventurosa. Non è raro ritrovarsi a testare ogni presa con una certa cautela, in una sorta di dialogo silenzioso con la parete: “tiene?”… pausa… “forse sì”.Un piccolo campionario di tutto ciò che normalmente si cerca di evitare, ma che qui diventa parte integrante del gioco.Durante la salita mi sono chiesto più volte cosa mi spinga verso questo tipo di itinerari, spesso poco allettanti per la maggior parte degli arrampicatori.

Partenza secondo tiro

Eppure il pensiero torna inevitabilmente agli apritori, che hanno affrontato un terreno sicuramente più complesso di quello trovato in ripetizione. A loro va il merito non solo del lavoro svolto, ma soprattutto della curiosità e della volontà di mettersi alla prova su una linea così marcatamente esplorativa.La chiodatura è prevalentemente a chiodi tradizionali e non sempre garantisce una protezione affidabile, richiedendo attenzione e capacità di integrazione.Poco prima della fine della via siamo stati sorpresi da un acquazzone, che ha reso più impegnativo il penultimo tiro, il più difficile della via.

Il passo iniziale, sopra un boschetto alla base della fessura, era completamente bagnato: ho dovuto tentare più volte prima di riuscire a superarlo, protetto solo da una piccola clessidra (probabilmente proteggibile meglio con un friend n. 4, che però non avevamo). Le scarpette, soprattutto sulla parete di destra, tendevano a scivolare vistosamente.

Anche l’ultimo tiro risultava bagnato, ma con difficoltà decisamente più contenute.Siamo comunque scesi soddisfatti per aver portato a termine la salita, con quella sensazione tipica delle vie che lasciano qualcosa più per l’esperienza vissuta che per la qualità dell’arrampicata.La linea interpreta in modo coerente uno spirito esplorativo e va letta proprio in questa chiave. Personalmente sono contento di averla salita: una di quelle vie che, nel bene o nel male, ti restano.

Accesso:Dal casello A22 di Rovereto Sud seguire per Arco/Riva del Garda. In località Loppio, alla rotonda, prendere la SP88 per la Valle di Gresta. Poco prima di Valle San Felice (prima del ponte sul torrente Gresta) svoltare a sinistra in via E. Finotti (indicazioni Campo di tamburello e chiesa medievale).Al primo bivio proseguire a sinistra in via S. Anna fino alla chiesa omonima, quindi continuare a sinistra fino a dove la strada spiana tra i campi (loc. Fizana).Parcheggio in corrispondenza di un’ampia curva a destra, in uno spiazzo sulla sinistra (45°52’6.589”N, 10°55’43.608”E). Da qui parte una strada agricola verso sud-ovest che conduce al bordo del Monte S. Giustina.

Relazione:

L1. Placca iniziale, poi obliquare a destra su terreno sporco e rientrare a sinistra alla sosta presso un albero. (25 m, 2 ch., 2 fix, 1 cl., 4°, sosta su 2 fix)

L2. Superare un breve strapiombo, quindi placca verso sinistra sotto un albero; proseguire a destra per diedrino fino a rampa erbosa e sosta su albero. (29 m, 4 ch., 3 fix, 5°, sosta su albero)

Secondo tiro

L3. Tiro di trasferimento su crinale erboso (frecce e bolli gialli), poi rampa terrosa a sinistra fino alla sosta. (30 m, 2°, sosta su 2 fix)

L4. Diritti sopra la sosta e poi cengia obliqua a destra verso un albero; breve muretto (cordone) fino alla sosta. (18 m, 3 ch., 1 fix, 4°+, sosta su 2 fix)

Quarto tiro

L5. Diedro sopra la sosta, poi traverso a destra su roccia delicata; diedrini e strati fino alla sosta alla base di un diedro. (20 m, 2 ch., 6 fix, 1 cord. su albero, 5+, sosta su 2 fix)

Quinto tiro

L6. Diedro sopra la sosta, poi andamento articolato tra destra e sinistra fino alla sosta. (28 m, 5 ch., 4 fix, 1 cord. su albero, 5+, sosta su 2 fix)

Sesto tiro

L7. Strapiombino iniziale, quindi obliquare a destra sotto un tetto, uscire su spigolo e per rampa erbosa alla sosta. (25 m, 4 ch., 1 fix, 1 cord. su albero, 5, sosta su albero)

Settimo tiro

L8. Rampa erbosa a sinistra della sosta, poi a destra sotto parete fino alla sosta. (20 m, 2°, sosta su 1 ch. e 1 cl.)

L9. Diedro fessurato, poi a sinistra in canale-diedro con lame fino alla sosta. (20 m, 3 fix, 5 ch., 6°, sosta su 2 fix)

L10. A destra della sosta fino a una fessura che conduce a un pulpito. (25 m, 2 fix, 3 ch., 1 cord. su albero, 1 cl., 5+, sosta su 2 fix)

Decimo tiro

L11. Facili zolle erbose a sinistra, poi a destra nel boschetto alla base della parete. (10 m, 1°, sosta su 1 ch. e 1 spuntone)

L12. Diritti sopra la sosta, vicino allo spigolo, per gradoni fino alla sosta. (30 m, 5 ch., 1 cl., 1 cord. su albero, 5°, sosta su albero)

L13. A destra su fessurina zigzagante, superare uno strapiombino a destra, quindi rampa terrosa e muretto finale. (25 m, 4 ch., 2 fix, 1 cord. su albero, 5°, sosta su albero)

Tredicesimo tiro

L14. Traverso a destra su roccia delicata, superare un tettino e proseguire in diedro fino alla sosta a destra di un boschetto. (28 m, 4 ch., 3 fix, 2 cord. su albero, 6°+, sosta su 2 fix)

L15. (Noi partiti qualche metro a sinistra nel boschetto). Salire un diedro-fessura con protezioni naturali, superare uno strapiombo e proseguire su terreno più facile fino alla sosta. (30 m, 2 cl., 2 cord. su albero, 3 ch., 2 fix, 6+/A0, sosta su 2 fix)

Sul quindicesimo tiro

L16. Obliquare leggermente a sinistra su placca fino alla sommità. (30 m, 5°, sosta su albero)

Ultimo tiro bagnato

Discesa:Dall’uscita traversare nel bosco verso nord, mantenendo la quota (bolli gialli) fino alla strada asfaltata in loc. Naranch. Seguirla a destra (est), prima in piano e poi in discesa, fino a un tornante sulla SP88.Proseguire per circa 100 m verso Pannone e, alla prima deviazione a destra con segnaletica CAI, imboccare la strada bianca (attenzione: non la scaletta) che riporta rapidamente sulla SP88 presso la Cappella dei Signori.Attraversare la strada e scendere per traccia fino al tornante successivo (inizio sentiero F20 – Cammino di S. Rocco). Raggiunto l’asfalto, seguirlo a destra ignorando il F20 che si stacca a sinistra, fino al parcheggio in loc. Fizana.

Tempo: circa 45 min.

AVVERTENZE: L’alpinismo e l’arrampicata sono attività potenzialmente pericolose se non praticate con la dovuta preparazione ed esperienza.
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