Bolzano – Colonia di Sotto  – Viperwand – via Kinderfreuden

Sabato 17 maggio 2025

Scritta alla base

Oggi la temperatura ha aiutato, fresco giusto ma traffico sulle vie. Arrivato con Michele all’attacco abbiamo trovato una cordata sul primo tiro ma anche nelle altre vie vicine  erano impegnate diverse cordate. La via è stata aperta tra dicembre 2024 e gennaio 2025 da M.Huber e M.Prünster. Lungo i tiri si trovano placche , diedri, strapiombi e fessure, è  con questa varietà di situazioni che dovremo misurarci. La chiodatura è molto buona ma qualche friends attaccato all’imbrago può facilitare la progressione. Questa parete a vederla non da l’impressione di roccia solida e quando si è sù si nota lo spirito ardito dei primi salitori.

Alla partenza del primo tiro

Avvicinamento

Accesso da Colonia di Sotto / Unterglaning: Dal Gasthof Noafer , parcheggiare nello spazio riservato agli arrampicatori (segnalato da apposito cartello). Seguire il sentiero 11B in discesa verso Bolzano. Dopo due tornanti (prima a sinistra, poi a destra), il sentiero piega a sinistra e attraversa un torrente. Da qui proseguire lungo la strada poderale, abbandonando il sentiero segnalato. Alla quinta curva, in corrispondenza di un grande serbatoio (non confonderlo con uno più piccolo già incontrato), inizia una traccia segnata con bolli blu, che con alcuni saliscendi conduce alla base della parete. L’attacco della via si trova circa 20 metri a sinistra della via Vaterfreuden .

Tempo di avvicinamento: ~20 minuti.

Accesso alternativo da Bolzano:

Da via San Maurizio (Bolzano), circa 100 m dopo il Poligono di Tiro in direzione Merano, imboccare il sentiero 11B. Dopo circa 20 minuti, si supera una casa all’interno di un podere. Poco oltre, in una curva a sinistra, abbandonare il sentiero e proseguire lungo la strada poderale fino al tornante dove parte la traccia segnata con bolli blu, già descritta sopra.

Tempo di avvicinamento: ~40 minuti.

Foto del Noaferbichl visto da Bolzano con i tracciati delle vie

Relazione: dalla scritta alla base della parete ci si alza  aiutati da un blocco appoggiato alla parete che ci permette di raggiungere una lama verticale a destra del primo fix, si obliqua a sinistra su prese buone poi su in verticale in direzione di una grande lama rovescia dove è possibile inserire un friend (noi giallo n.2 BD) raggiunta la lama rovescia con i piedi su una cornice, si prende agevolmente la lama successiva che ci permette di alzarci verso il fix che dopo averlo superato ci presenta la placca successiva confinante a destra con un diedro fessurato leggermente  strapiombante che ci aiuta a procedere fino alla sua fine per poi traversare a sinistra verso la sosta. Sosta 1 su due fix, 28 m. 13 fix, diff. 6b+/6c (obbl. 6a A0).

Michele sul primo tiro

Sopra la sosta si eleva un pilastro un po’ staccato che forma un diedro con la vicina parete, l’arrampicata è tecnica e si utilizza il bordo del pilastro, la fessura tra pilastro e parete con un arrampicata classica e un po’ faticosa, arrivati sulla cima del pilastro inizia una seconda parte del tiro su una zona strapiombante ma ricca di fessurine e prese orizzontali ed oblique ma anche qui il progredire non è scontato, terminato lo strapiombo si esce verso la sosta su grandi blocchi fessurati. Sosta su due fix, su  comoda cengia. Sosta 2,28 m., 13 fix, 1 cordone in clessidra e 1 friend (giallo BD n.2)diff. 6b+ (obbl.6a,A0).

Sul pilastro fessurato del secondo tiro
Michele sulla sommità del pilastro all’inizio della zona strapiombante
Sul terzo tiro dopo la grotta

Dalla sosta si obliqua a sinistra facilmente fino ad una grotta dove si esce a sinistra in prossimità di un fix, da qui si vede già il prossimo fix poco più in alto a sinistra ma alcune tracce inducono ad abbassarsi e spostarsi a sinistra con una comoda lama per le mani e mediante un diedrino fessurato si risale fino al suo culmine per moschettonare il fix a destra e poter procedere nuovamente sempre in leggera traversata a sinistra fino a raggiungere un altro muro con lame sporgenti che con arrampicata che segue una cornice per i piedi alla sosta su due fix. Sosta 3, 23 m.5 fix, diff. 6a.

Il terzo tiro dalla sosta

A sinistra della sosta una placca di roccia chiara porta verso un diedro articolato, Michele parte alzandosi un po’ per poi abbassarsi leggermente le tacche per le dita ci sono e un breve passo delicato ci permette di raggiungere a sinistra una buona fessura che ci porta al diedro, blocchi e lame ruvide ci separano dalla sosta sotto una parete strapiombante ma gli ultimi metri sono più semplici. Sosta 4 su due fix, 9 fix, diff. 6b.

Sulla placca del quarto tiro
Sulla buona lama che ci porta al diedro

Dalla sosta si inizia ad attraversare a sinistra con le mani nella fessura che separa la parete sovrastante alla placca su cui poggiamo i piedi, la roccia è ottima e la difficoltà è bassa, dopo circa 15 metri di traversata obliqua, la direzione cambia di colpo, si sale in verticale,poco a destra è stato fissato un biberon da neonati che è indicativo dello spirito giocoso dei primi salitori,  aiutati da un blocco sulla destra con buone prese, ci si alza e faticosamente si raggiunge il fix in alto ,quì una buona presa a sinistra e una discreta per la destra possono aiutare (io ho usato un cordino per il piede)per superare il passo chiave della via, poi le difficoltà si riducono ma non di molto, due cordoni su altrettanti fix segnalano la direzione verso la sosta e possono essere utili per un eventuale azzeramento.Sosta 5 su due fix, 23 m.,12 fix e 1 cordone su albero, diff. 6c+(6+/A1).

Sul quinto tiro prima del passo chiave
il biberon all’inizio del passo chiave
Michele appena superato il passo chiave del quinto tiro

Il diedro apertosopra la sosta ci fa intravedere la vegetazione della sommità della via, anche la difficoltà si abbassa considerevolmente, dalla sosta vedo una cordata all’inizio del diedro della via “Vaterfreuden” , ora la roccia è molto ruvida e color marrone, Michele ora sale veloce e salta la sosta 6, quando recupera una sola corda per qualche metro è il segnale che è alla sosta. Io smonto tutto e seguo. Sosta 6, su due fix, 28 m. 9 fix, diff. 6a+.

Sul diedro aperto del penultimo tiro

Gli ultimi 20 metri sono su dei risalti di roccia facili, e siamo sulla sommità della via dove accanto alla sosta troviamo anche il libretto di via. Sosta 7 su due fix, 20 m. 4 fix, diff. 3°.

I facili risalti dell’ultimo tiro

Discesa: Si seguono i bolli blù che portano verso l’alto e al parcheggio del Noafer, per chi volesse ritornare alla base della via appena percorsa o scendere a Bolzano, ad un certo punto una traccia con evidenti bolli rossi si diparte a destra e sbuca sulla strada poderale proprio in corrispondenza dell’attacco della via Wintergarten, si prosegue in discesa sulla strada poderale fino al secondo tornante ,(grande serbatoio semi nascosto) si prende la traccia che porta al settore della nostra via.(circa 20 minuti per tutte e due le destinazioni)per Bolzano, (sulla via S.Maurizio) calcolare altri 20 minuti c.a.

Avvertenze: L’alpinismo è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con la dovuta preparazione ed esperienza.
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