05 aprile 2025
Altra via sulla Rupe di Santa Massenza, questa delle tre presenti in questo settore è la più facile anche se di poco. La via aperta da A.Bressan, M. Dorigoni, F. Pincigher e T. Zanetti nel 2023 è stata chiodata e ripulita e risulta piacevole la ripetizione.

Avvicinamento e accesso: Dal casello dell’autostrada A22 – Trento Centro, prendere la SS 45 bis in direzione di Arco, dopo aver passato la gola del Bus de Vela, si prosegue fino all’abitato di Vezzano e da qui seguire le indicazioni per Fraveggio. La macchina si può parcheggiare nel parcheggio all’entrata del paese sulla destra. Si prosegue ora a piedi attraverso il paese superando la piazza e continuando per la via di S.

Bartolomeo che ci porta fuori dal paese in direzione S.Massenza. Manteniamo la destra e proseguiamo su strada cementata fino a che questa diventa forestale, si prosegue e si supera il centro della parete della Rupe fino a trovare un ometto di sassi sotto il settore sinistro della parete e relativa traccia che porta all’attacco.,(un primo ometto e traccia porta alle vie centrali della parete).

Relazione: È proprio alla destra dell’albero che si sale superando la targhetta con il nome, subito dopo ci si dirige a destra su una placca un po’ inclinata che sulla sinistra è delimitata da un tettino, la roccia è un po’ sporca di terra ma le difficoltà non sono elevate e le prese un po’ arrotondate consentono di salire, non ci sono fix ma solo chiodi e clessidre per protezione. Sosta 1su 2 fix, 23 m. 5 ch. 3 cl.,diff. 4+.

Sopra la sosta un diedrino punta a due alberelli, il passo iniziale è un po’ delicato ma poi il diedro sopra è ben ammanigliato e si arriva subito alla sosta. Sosta 2, su 2 fix, 10 m. 3 fix diff. 5+.

Dalla sosta ci si sposta a destra a prendere una lama orizzontale, piedi bassi e mani nella lama, l’arrampicata è piacevole, si prosegue obliquando sempre a destra e puntando ad un diedro, si sale diritti e un allungo a sinistra ci mostra il passo chiave di questo tiro. Sosta 3 su 2 fix, 18 m., 3 ch. 2 fix e 1 cl.,diff. 6.

Sopra la sosta attacchiamo un bellissimo e compatto diedro la cui parete di destra è liscia e noi aiutati dal lato sinistro articolato utilizziamo la sottile fessura che a volte quasi scompare, dopo qualche metro e superato un dado incastrato un passo più impegnativo caratterizza il tiro, la fessura è stretta e le dita entrano a fatica ma è solo un passo.Al termine del diedro si piega a destra decisamente(a sinistra a pochi metri sfioriamo “Alba Corallina”), imboccando una cengetta terrosa e dopo qualche facile metro si arriva alla sosta su due fix(scritta e freccia incisa).Sosta 4, 17 m.,1 dado,2ch.5 fix, diff. 6.

Il tiro successivo prosegue a destra della sosta sulla facile cengia terrosa, dopo alcuni metri si piega a sinistra risalendo un diedro e al suo culmine mantenere la destra sulla placca che precede la sosta. Sosta 5 su due fix, 22 m.,2 cl., e 5 ch., diff. 4/4+.

L’ultimo tiro procede sopra la sosta con andamento leggermente a sinistra, le difficoltà rimangono basse e alla fine del diedro si esce su una placca sommitale con sosta su 2 fix e corda fissa che porta nel boschetto sommitale dove troviamo anche il libro di via. Sosta 6, 20 m., 3 fix e 2 ch., diff. 4°.

Note: anche questa via risulta piacevole da percorrere per la pulizia e la chiodatura fatta dagli apritori che tengono in considerazione la sicurezza dei ripetitori. I tiri sono brevi e il concatenamento lo sconsiglio per gli attriti, noi non abbiamo utilizzato protezioni mobili perchè la via è ottimamente protetta.

Avvertenze: L’alpinismo è un’attività potenzialmente pericolosa se non praticata con la dovuta preparazione ed esperienza.
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