Baunei – Selvaggio blu – a piedi sulle tracce dei pastori sardi

Io ed Emanuela siamo arrivati che erano le 18.30 al Rifugio sull’altopiano del Golgo, poco sopra il paese di Baunei, era giusto l’orario concordato con l’organizzazione di questo trekking, la Cooperativa Goloritzè. Eravamo molte persone intorno al tavolo di legno scuro che pur essendo molto lungo non ci stavamo tutti sulle panche laterali e alcune persone hanno preso posto sul tavolo vicino. Antonio il boss dell’organizzazione, ha iniziato illustrandoci come sarebbero andate le cose nei giorni successivi. Nel programma inviatoci via mail avevamo ricevuto molti dettagli ma rimaneva ancora qualche dubbio. L’atmosfera era rilassata ma anche carica di curiosità per quello che per la maggior parte di noi rappresentava questa esperienza. I presenti erano 25 persone e sarebbero stati divisi in due gruppi . Ognuno di noi ha fatto di sé una breve presentazione in modo tale da capire quale era la nostra provenienza e la motivazione. Il maggior numero di persone proveniva dal Piemonte poi dal Trentino Alto Adige, dalla Lombardia, Olanda, Svizzera e anche dalla Sardegna. La cena successiva è stata un momento per socializzare tra noi. Il programma prevedeva due notti (la prima e l’ultima)in bungalow presso il Rifugio(situato sull’altopiano del Golgo)a mezza pensione e le successive colazioni, pranzo(al sacco) e cena nei siti di arrivo dei trekking lungo il percorso Selvaggio Blù.

In viaggio verso Pedra Longa inizio Trekking

Questo trekking che si svolge nel Supramonte di Baunei , territorio che parte nei pressi di S.Maria Navarrese e termina a ridosso della Codula di Luna, è stato percorso con non poche difficoltà da Mario Verin e Peppino Cicalò negli anni ’80. Il nostro programma prevede la conclusione del trekking a Cala Sisine. La prima tappa inizia a Pedra Longa e dopo una pausa-mare e la successiva salita sotto la Punta Giradili , l’arrivo a Gennirco. Noi perdiamo subito un partecipante, dopo venti minuti dalla partenza, Ivan, la nostra guida dopo averci contato, si accorge che manca Marco, ma viene ritrovato poco dopo, attardatosi per fare alcune foto. Dopo un bagno ristoratore alla spiaggia di Cala Fenile ritorniamo sui nostri passi e sotto un sole cocente iniziamo la salita .

Sul sentiero verso punta Giradili al centro la Pedra Longa

Gli scorci su Pedra Longa sono bellissimi e sono diversi i punti panoramici lungo il sentiero che percorre anche la Cengia Giradili. Il campo viene allestito in località Gennirco ed ognuno di noi pianta la propria tenda negli spazi più adatti. Il terreno pur avendo delle piazzole spaziose è cosparso tutt’intorno di pietre affilate che costringono tutti noi ad avere la massima attenzione a camminare. Ivan (la guida)ci racconta un po’ di storia di questo percoso che ha avuto all’inizio molti ostacoli da parte dei pastori che a causa delle loro peripezie storiche non vedevano volentieri estranei nel loro territorio. La nostra ultima esperienza di campeggio si è fermata a ventanni fa e guarda caso proprio qui vicino (alla spiaggia di Coccorrocci), quindi abbiamo cercato di elaborare velocemente la modalità montaggio tenda, gonfiaggio materassini e adattamento a lavarci con una bottiglia di acqua tiepida e a espletare le operazioni di pulizia personale. La cena dopo aver assolto a questi servizi si svolge attorno a vari tavoli all’interno di una costruzione rurale con un caminetto con fuoco scopiettante .

lungo il sentiero che percorre anche la Cengia Giradili.

L’organizzazione arrivata con fuoristrada oltre ad aver portato la nostra attrezzatura pesante (tenda, sacco a pelo, borsone con ricambio)ha anche trasportato la nostra cena. Una scelta di antipasti di prodotti sottoli quali funghi e olive, insalata, culurgiones , maialetto allo spiedo e per i vegetariani anche un piatto dedicato.Acqua e vino a volontà. Dimenticavo che per chi desiderava poteva avere anche la birra fresca all’arrivo come aperitivo. A questo trekking e con questa organizzazione eravamo tre gruppi, due gruppi (dodici e tredici persone)per il Selvaggio Blu originale e un gruppo da otto persone per il Selvaggio Blu Soft. Quest’ultimo prevede due notti in tenda, non prevede arrampicate e calate ma un giorno in più, con tappa finale a Cala Luna. Tutti i nostri frontalini appesi ad un filo sopra i tavoli fungevano da lampade. Dopo cena nel cortile antistante il nostro rifugio eravamo tutti intenti a tessere relazioni parlando della propria provenienza e della giornata passata. Nel gruppo Soft, ho incontrato una conoscente che non vedevo da anni e ci siamo subito confrontati sulla camminata del giorno che per alcuni di loro era stata alquanto pesante, per la temperatura elevata e la mancanza di ombra. Alcuni cercano posizioni adatte a ricevere i segnali telefonici per poter parlare con i loro cari, altri sistemano i bagagli all‘interno delle tende.

Aiutiamo a caricare i bagagli sulle Land Rover

Dopo una giornata calda come quella di oggi la tranquillità cala tra i partecipanti. Una breve spiegazione sul programma dell‘indomani ci viene data prima di andare a dormire . Il secondo giorno di trekking inizia con calma, sveglia alle 7.30 e colazione alle 8.00. La meta di oggi è Portu Pedrosu e il dislivello in salita non è molto. La colazione arriva con Antonio e suoi collaboratori e comprende termos di caffè, thè e latte, che accompagnano fette di pane con marmellata della casa e cioccolata ma non manca la torta anche questa ottima. Aiutiamo a caricare i bagagli sulle Land Rover che ritorneranno al Golgo e noi li rivedremo stasera. La marcia inizia subito dopo, oggi il dislivello in salita è di circa 300 metri, e arriveremo a destinazione verso le 16.00. La camminata di oggi inizia subito su un terreno molto sconnesso ma il percorso si svolge spesso nella macchia. La traccia che seguiamo è sempre poco evidente e gli ometti di pietra segnalatori sono pochi e a volte non si vedono nemmeno. Ho l‘impressione che la nostra guida eviti le tracce più evidenti per altre più confuse ma il suo passo deciso e sicuro ci rassicurano.

La camminata di oggi inizia subito su un terreno molto sconnesso

Mi sono dimenticato di dire che con la colazione di stamattina ci viene data anche una busta con il pranzo al sacco che consiste di porzione di formaggio, porzione di salamino, un grande panino, due o tre frutti e anche della verdura(pomodoro carota e insalata tipo belga) e una bottiglia da due litri di acqua. Nelle mie soventi escursioni in montagna non mi sono mai portato due litri di liquido ma qui con le temperature elevate i due litri si consumano. Compagni di avventura ci sono tre ragazzi olandesi amici tra loro da lunga data , e dopo qualche giorno di acclimatamento mi sono fatto l’idea che i due amici di Andreis, Thom e Georgie gli abbiano voluto fare uno scherzo invitandolo alla escursione del Selvaggio Blu dal momento che in alcune occasioni l’ho visto un po’ teso come se l’esperienza fosse una prima. Nell‘arco dell‘escursione sono frequenti alcune pause per bere e mangiare poi vi sono delle pause più brevi per l‘osservazione del territorio (punti panoramici, piante , fiori, ovili o vecchi ricoveri per animali e persone)ma la pausa più attesa è quella del bagno a mare.

Una pausa

Oggi il bagno però lo faremo a fine giornata quando arriveremo a destinazione dove ci aspetta un piccolo fiordo solo per noi. Siamo stati veloci e arriviamo al fiordo alle 15.30 , siamo solo noi, iniziamo a scegliere il posto dove montare la tenda, Emanuela sceglie una piazzola in fondo al boschetto proprio dove il sentiero inizia a salire per la prossima tappa. In attesa dei bagagli ci facciamo un bagno rinfrescante con anche dei bei tuffi. L‘acqua è trasparente e tutti noi siamo eccitati per questa natura così generosa .

Panoramica del Golfo di Arbatax

Dopo circa un ora arriva il gommone con i bagagli, il marinaio che conduce il gommone però non se la sente di arrivare fino alla spiaggia e si ferma una ventina di metri prima e così tutti noi ci adoperiamo per fare il passamano, cosa non sempre facile per via del precario equilibrio in cui i vari componenti della catena si trovano sulla parete rocciosa che divide la spiaggia dal punto di scarico. Dopo aver scaricato i bagagli il gommone se ne va e ne arriva un altro con Antonio ed è quello della cena. Il campo allestito all‘interno del fiordo dove ci sono già delle piazzole consolidate, ora è tutto in movimento, si alzano le tende si posizionano i materassini e i sacchi a pelo qualcuno stende qualche capo d‘abbigliamento ad asciugare. Io faccio un altro bagno e mentre esco verso il mare aperto, noto che vi sono alcuni natanti che entrano verso la nostra spiaggia, più per curiosità che per ancorarsi e un paio di questi riescono persino a toccare le rocce che delimitano il fiordo. Poco prima di cena notiamo un paio di gruppi di persone che attraversano il nostro campo per dirigersi al vicino Porto Quau, altra destinazione alternativa alla seconda tappa.

Portu Pedrosu relax in spiaggia in attesa della cena

Il giorno seguente, la terza tappa, sarà la più lunga e faticosa, la destinazione Su Tasaru con pausa bagno a Cala Goloritzè. Dopo una lunga camminata si arriva a Punta Salinas (mt. 466), da qui si può ammirare dall‘alto la famosa Aguglia di Goloritzè con la spiaggia dove più tardi scenderemo a fare il bagno. Da qui scendendo per ripida traccia ci congiungiamo al sentiero proveniente dal Golgo verso Cala Goloritzè e lo percorriamo fino in fondo dove ci aspetta l‘atteso bagno ristoratore. Siamo ai primi di ottobre e la temperatura è ancora molto elevata al sole mentre all‘ombra riusciamo a rinfrescarci un po’. Sull‘Aguglia diverse cordate si intersecano tra salita e discesa ma pur essendo molto frequentata e le vie “unte” dai vari passaggi gli scalatori ambiscono ad arrivare in cima. Alla fine del bagno e dopo aver mangiato ritorniamo sui nostri passi e risaliamo il Bacu Goloritzè fino a che lo lasciamo sulla sinistra per inoltrarci per una traccia che punta verso il Bacu Boladina ma prima dobbiamo superare un tratto attrezzato con corda fissa. La risalita del vallone di Boladina è un po’ faticosa ma sappiamo che al suo termine ci sarà il campo.

Sosta presso un ovile

Chi come noi conosce la Sardegna con i suoi vari paesaggi rimane continuamente impressionato dagli scorci che si susseguono in queste camminate e non ci stanchiamo di ammirarli. Anche oggi abbiamo avuto il nostro daffare ad evitare di sbattere la testa sui rami degli alberi più bassi ma non ci siamo sempre riusciti, alcuni di noi riportano qualche segno. Questo non era solo il regno dei pastori ma anche dei carbonai e le loro tracce si trovano in diversi posti. Ivan ci racconta di quanto era dura la vita dei pastori, sempre all’erta per paura di furti di bestiame, quindi i pastori non dormivano mai nello stesso posto, stavano spesso lontano dalle famiglie perché lì nel supramonte di Baunei il territorio era molto scosceso e pericoloso .

Cala Goloritzè con l’Aguglia vista da Punta Salinas
Passaggio attrezzato prima del Vallone di Boladina

Domani il percorso ci condurrà a Bacu Su Padente e avremo anche delle calate. Da programma viene ritenuta la tappa più faticosa per via del terreno accidentato e anche per le difficoltà tecniche. In effetti vi sono tratti eposti di arrampicata non difficile ma sempre da stare in allerta. Vi è stato un punto dal quale abbiamo sentito dei sassi cadere dall’alto per il resto gli scorci panoramici a picco sul mare sono assolutamente meritevoli.

Si passa su cenge sotto grandi cavità concrezionate

A circa metà tappa si arriva a Cala Mudaloru per la pausa bagno. Il tracciato è molto vario, si passa da tratti di roccia tagliente, a cenge sotto grandi cavità concrezionate, a rampe ghiaiose e anche alla prima calata. Il nostro procedere è sempre molto ordinato, ognuno di noi cambia la posizione nella fila a sua scelta. Se Ivan è la nostra Guida e ci precede, Matthias è il nostro chiudifila e diligentemente svolge il suo compito. Dopo il bagno risaliamo la rampa per imboccare una traccia

Rampe ghiaiose

che passa a fianco ad un fico ed è un pò nascosta si continua trovando dei traversi e diagonali che la guida ci attrezza con corda fissa per poter procedere in sicurezza, alla fine ci caliamo da una paretina di una decina di metri dove una scala fatta con tronchi di leccio non permette la discesa. Alla base della calata inizia la salita per un vallone alla cui sommità troviamo il nostro campo.

Passaggi esposti a picco sul mare

Questa sera ci sarà pesce per cena e quindi mentre aspettiamo i nosti bagagli iniziamo la ricerca di legna nei dintorni e ne accumuliamo un bel mucchio. I posti tenda in questo campo sono meno raccolti e noi ci troviamo una piazzola un po’ strettina, il catino della tenda ci sta appena. Vicino a noi e non meno raccolte , madre e figlia Rosita e Joty. Il dilemma è sempre il bagno, il terreno non ci è favorevole e spesso ci obbliga ad equilibrismi per restare in piedi. Il frontalino è la nostra ancora di salvezza, senza di questo saremo finiti….per terra. Questa sera il gruppo è numeroso intorno al tavolo, i tre gruppi quasi al completo, una partecipante al gruppo soft poco prima di arrivare al campo è caduta e si è fratturata un braccio e quindi è intervenuto il soccorso con l’elicottero per portarla all’ospedale.

Cena

Menu di stasera oltre all’antipasto con sottoli misti c’è il polipo con patate e orata alla brace si continua con dessert torta della casa e mirto. L’organizzazione ci ha viziato e noi le siamo grati, perché le camminate non erano passeggiate e sempre alla fine giornata arrivavamo stanchi. Questa è l’ultima notte di tenda e domani sera dormiremo in un letto, finalmente. La serata si dilunga in chiaccherate sappiamo tutti che domattina ci saluteremo per non vederci probabilmente più. Antonio e altri raccontano barzellette noi ascoltiamo.

Pani e Pesci nell’ultima cena

Oggi sveglia presto e partenza alle 8, destinazione Cala Sisine, il percorso di oggi percorre prevalentemente le grandi selve che sono sospese sopra le grandi scogliere che fanno da basamento di Punta Overa, Punta Su Mulone e Punta Plumare prima di scendere a Cala Sisine. Anche in questo tratto il camminamento e prevalentemente all’ombra, troviamo delle calate ma non arrampicate, attraversando il Bosco di Biriola sotto la Punta Plumare vediamo e attraversiamo i resti di una enorme frana caduta nel 2015. Dopo l’ultima calata il sentiero scende e iniziamo a vedere Cala Sisine e poco dopo siamo in spiaggia, contenti ci abbracciamo per la felicità di aver portato a termine un percorso tanto sospirato e non privo di insidie.

Ultima calata

Foto di rito e bagno. Io ed Emanuela non lo facciamo e prendiamo un po’ di sole, facciamo un po’ il resoconto di questi giorni e siamo contenti di ritornare alla normalità. Certo che ricorderemo con nostalgia i momenti passati insieme, ad aiutarci l’un l’altro nei momenti di difficoltà a superare le fatiche della giornata e le piccole privazioni dei bivacchi . Ora siamo sul fuoristrada che ritorna al Golgo, la strada che percorriamo è sul fondo della Codula Sisine e ci porterà fino al Rifugio del Golgo, poco prima di arrivare al Rifugio la strada passa davanti ad un campeggio che alla sola vista delle tende uno dei nostri passeggeri inizia a farfugliare, Tenda….noooo….via via via.

Sulla spiaggia di Cala Sisine fine Selvaggio Blu

Vorrei ringraziare tutta l’organizzazione “Cooperativa Goloritzè” per la bellissima avventura che ci ha fatto vivere con la logistica non sempre facile, per il cibo, la comodità del trasporto bagagli, per le persone che ci ha fatto incontrare insomma per tutto. Un ringraziamento anche ai compagni d’avventura Ivan la guida, Emanuela, Marco, Marculin, Eugenio,Rosita, Jyoti, Thom , Andreis, Georgie, Fabienne e Matthias.

Relazione sintetica tappe:

Tappa 1

Pedra Longa –  Ginnirco

Fermata a Cala Fenile per Bagno

Partenza ore 10.30

Arrivo a Ginnirco 18.10

Tempo di movimento  h.3.55

Tempo complessivo h. 7.50

Dislivello 810 metri in salita

Dislivello  170 metri in discesa

Distanza 10,90 km.

Tappa 2

Ginnirco –  Portu Pedrosu

Partenza ore 08.45

Arrivo a Portu Pedrosu 15.30

Tempo di movimento  h.3.57

Tempo complessivo h. 06.28

Dislivello 140 metri in salita

Dislivello  860 metri in discesa

Distanza 10,30 km.

Tappa 3

Portu Pedrosu – Su Tasaru 

Fermata a Cala Goloritzè per bagno

Partenza ore 08.30

Arrivo a Su Tasaru 18.15

Tempo di movimento  h.5.52

Tempo complessivo h. 09.46

Dislivello 1020 metri in salita

Dislivello  610 metri in discesa

Distanza 11,23 km.

Tappa 4

Su Tasaru – Bacu su Padente 

Fermata a Cala Mudaloru per bagno

Partenza ore 08.30

Arrivo a Bacu Su Padente 18.00

Tempo di movimento  h.6.48

Tempo complessivo h. 08.30

Dislivello 450 metri in salita

Dislivello  650 metri in discesa

Distanza 08,27 km.

Tappa 5

Bacu su Padente – Cala Sisine

Fermata a Cala Sisine per bagno

Partenza ore 08.10

Arrivo a Cala Sisine punto fine tappa 17.30

Tempo di movimento  h.6.52

Tempo complessivo h. 09.20

Dislivello 420 metri in salita

Dislivello 620 metri in discesa

Distanza 11,00 km.